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Tuesday, April 17, 2012

Se volete viaggiare nel tempo venite agli uffici comunali di Palermo!


Scena A- anno 2012: mentre seduta sul divano di casa, con l'iPad in grembo connesso in wifi, cerco un hotel su Tripadvisor, penso a come la tecnologia abbia cambiato la mia vita: semplificata, innovata, migliorata.

Alla visione di un computer
Scena B - anno da indovinare- : al comune di una città di una presunta nazione europea per fare una carta d'identità. A sinistra un tavolo, un signore stempiato e canuto, suo unico strumento di lavoro una penna. Sommesso,  compito e dignitoso ricopia a mano con una grafia chiara su un librone che in prospettiva sembra più grande di lui (se fosse una scena di un film il libro prima o poi si ingigantirebbe e lo inghiottirebbe).
A destra due signore querule. Una digita con un dito al computer (si rovinerebbe le unghie vistosamente laccate e rivestite di "gel" nero a pallini bianchi) e l'altra inserisce le carte da stampare alla stampante, ti porge le carte da firmare, si alza per timbrare la carta d'identità e si lamenta con la collega che avrebbe dovuto fare una pausa almeno un'ora fa.
Il lavoro presso gli uffici comunali

Indovinate di che anno si tratta?

Thursday, October 20, 2011

Parentesi - post di sfogo - vorrei scappare da questa città

Parentesi aperta.
Questa settimana è andata. Post con sfogo.

 Insomma il massimo della mia vita sociale sono le attività di mio figlio.
Da quattro anni e mezzo in questa città mi sento più che mai ancora tanto sola. Non ho trovato uno straccio di amica con cui fare un aperitivo, una chiacchierata per negozi etc. etc. etc.

A dire il vero la maternità cambia molte cose, però dico davvero non sono riuscita a trovare un'anima femminile disponibile all'idea di condividere un percorso insieme. Sono io, ne sono sicura.

Nell'altra città, quella del cuore, avevo delle amiche, un pizzico di gratificazione, incontri interessanti, alcune amiche mi consideravano un punto di riferimento perchè riuscivo a scovare negozietti, angoli, offerte, frequentavo gruppi e facevo attività sportiva regolare, con le amiche. E' vero, non ero mamma, ma conoscendomi anche cor pupo sarei riuscita, magari cambiando target, a crearmi la mia nicchia di allegria.

 E' vero che anche qui per carità ci sono persone con una mentalità diversa e propositiva, e le ho conosciute, le conosco, le stimo, voglio loro bene, ma non siamo diventate amiche.

Inseguo un mito adolescenziale? Forse. La verità è che mi sento molto, ma molto sola. Il malessere per transitività si estende alla città, che non contribuisce affatto a rasserenarmi. E' una lotta contro i mulini a vento, contro una mentalità stantia, maleducazione imperante, senso civico pari a zero.

Stamattina l'ultima: il cortile in cui ci sono i box è indecente: cartacce, foglie varie, sporcizia, piccioni morti, arance spiaccicate, di qualche giorno fa un'enorme macchia di olio davanti al nostro box -ma dico metti della segatura o scrivi un biglietto di scuse, spiegami cosa è successo? Ti è esploso il serbatoio? Un branco di cavallette ha attentato alla vita del serbatoio dell'olio del tuo suvvone? Vuoi mandarmi un messaggio?-.

Insomma un vero disgusto.

Io penso: magari riesco a parlare con gli altri del cortile, possiamo incontrarci e ramazze in mano ripulire il tutto, renderlo più bello. Macchè: ti vado a beccare la vicina di box, e, dimenticandomi di chi fosse, intavolo la discussione (pe sta per palermitano erectus - iE sta per illusa eterna):

 IE - "buongiorno, beh certo questo cortile è proprio un'indecenza"
PE -"ah sì io prendo la scopa e pulisco"
IE - si" - dico io -" ma così si pulisce solo il proprio spazio antestante, e non si conclude granchè"
PE - "ma insomma non si sa di chi sia questo pezzo di strada e quindi, non si sa chi dovrebbe pulirlo....."
IE - " non penso sia importante, a questo punto potrebbe essere carino che ci si conoscesse tutti e lo si pulisse insieme".

 La conversazione è andata a finire su cosa? Sul fatto che io mi fossi lamentata che la sorella parcheggiava la macchina nell'area di manovra e che questa cosa non era giusta, perchè lei veniva per 5 minuti coi bambini. Insomma per la terza volta incontro 'ste tipe che sono ancora convinte che io abbia limitato la loro libertà non permettendo alla sorella di parcheggiare in uno spazio che è adibito a fare la manovra. Io che ho vietato a mia suocera di parcheggiare lì, perchè le regole valgono per tutti, io che ho preparato cartelli da mettere sui parabrezza di altri che parcheggiano abusivamente.

Alla fine sono io quella sbagliata e il cortile .... bisogna trovare chi è il proprietario. Bene, continuiamo a coltivare il nostro orticello, è così che si fa. Ecco questo con l'amaro in bocca, fa il paio con la tizia che ha buttato il volantino pubblicitario davanti l'ingresso di casa propria e con tutti quelli che parcheggiano selvaggiamente in doppia fila e sulle strisce pedonali contribuendo a rendere la città invivibile.

 E' vero non sono nata in Danimarca, sono siciliana, ma io ci sto male. E me ne ero andata ed ero felice. E sono tornata e sono profondamente infelice della scelta fatta. Soprattutto in questa città. Ok basta. Parentesi chiusa
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