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Tuesday, June 10, 2014

Torte dei compleanni 2014

Davvero il lavoro mi ha assorbita al punto da trascurare il blog. Ma soprattutto quest'anno non ho raccontato delle torte di compleanno dei bimbi. Eh si perchè le torte dei compleanni sono una specie di tour de force. I due "ragazzi" sono nati a distanza di tre giorni, e finora ho festeggiato insieme il loro compleanno, il piccolino gode della confusione della festa del fratello. 
Però quest'anno nella scuola del grande hanno deciso di festeggiare i compleanni in classe (circa 25 ore di lezione perse, quasi una settimana di studio andato in patatine e dolci - lo so sono acida, ma per me è tempo diversamente impiegabile) e quindi non ho potuto tirarmi indietro. 

Allora quest'anno le torte sono state ben due!
Non ho voluto più cimentarmi con la pasta di zucchero, non avrei avuto nè tempo, nè pazienza, ma ho usato i coloranti, che sono stati una piacevolissima soluzione. Ed ecco i risultati. 

La prima torta, mangiata a scuola, è stata abbastanza semplice da realizzare, una mud cake non farcita. La mud cake si mantiene molto morbida, ricoperta con una crema di burro.


L'idea geniale è stata quella di usare delle scaglie di cocco da colorare. Pensavo fosse semplice realizzare le venature di cioccolato per il costume di spiderman, ma ho dovuto riprendere un paio di volte il cioccolato per trovare la giusta consistenza. Ma c'è un trucco....... riuscite ad indovinare? Non riuscivo a realizzare Spiderman sulla torta, allora ho realizzato la figura e ritagliata su della carta forno e lì ho preparato le venature di cioccolato e le ho poi riempite delle scaglie di cocco colorate. L'impressione generale non è male. 

Il gusto... beh con una mud cake al cioccolato è difficile sbagliare. 

Finita la prima festa avevo quasi esaurito le energie per il secondo giro di torte, ma eccone una facile e scenografica che mi ha salvata.
 I bimbi sono due, le torte sono due..... una sopra l'altra. La base un classico pan di spagna bagnato con del succo d'arancia e farcito e ricoperto con una crema alla nutella (che ahimè mi è venuta troppo liquida). La torta superiore la mud cake non farcita, ma ricoperta di una miscela di panna e ricotta azzurre. Ai lati un contorno di kit kat, e mentre la assemblavo mi sono resa conto che ne avrei dovuti avere di più quindi alla fine ho distanziato notevolmente le barrette per riuscire a ricoprire le torte, e, infine, una bella manciata di abbondanti m&m's. 




Il risultato finale è stato questo. Con due bei candelotti spara fiammelle e le candele vere e proprie, bimbi felici, panze piene. 
E anche quest'anno i compleanni sono passati. 













Friday, February 8, 2013

Dialoghi reali- Augmented Reality!

Scienziati in erba
Mamma cosa sono i virus?
Sono degli esseri i piccolissimi che non possiamo vedere che ci fanno stare male. Si possono vedere solo con il microscopio
Ah allora il nostro corpo é come lo spazio! Per vedere lo spazio usi il cannocchiale, per vedere dentro il corpo usi il microscopio!

Giovani linguisti
Mamma ma perché la parola albero vuol dire albero ed esiste e invece rufuz non vuol dire niente.
( e li mi sono detta che dovevo ripassare il Saussure e la linguistica e spiegargli la differenza fra significato e significante, ma poi ho pensato che forse sarebbe stato il caso di ricorrere ad una soluzione creativa)
Beh possiamo essere noi i primi ad associare la parola rufuz e darle un significato. Dobbiamo trovare però qualcosa che non esiste, scoprire qualcosa di nuovo e chiamarlo così ....

Wednesday, April 18, 2012

Animals train circus Fondant Cake: omaggio alla mammitudine


Quando mi parte l'estro da cake designer il risultato è più da desperate cake designer, però voglio preparare una torta per il compleanno dei miei bimbi. Il piccolo compie un anno e il grande 5. Ed ecco allora il risultato: una torta a due piani: sotto una mud cake farcita con un sottile strato di ricotta. Sopra un pan di spagna bagnato con succo d'arancia e con ganache al cioccolato. E' importante specificare che per evitare conservanti et al. preferisco fare in casa la pdz. Così la parte bianca è perfettamente edibile. La parte colorata (addizionata di gomma adragante per renderla più modellabile) preferisco non mangiarla, anche se comunque uso colori presumibilmente naturali. 
Il motivo della torta è un trenino Il merito per le faccine va ad una mia cara amica che è venuta a trovarmi per bilanciare le mie crisi isteriche da montaggio !

Friday, February 17, 2012

Il troppo rosa stroppia, meglio le scarpette rosse

Alle volte si può essere felici per poco. ecco fino ad ora, ringraziando il cielo e tutto il resto ho due bei figli maschietti, e in cuor mio, cuor di donna, avrei comunque il desiderio di concepire un figlia femmina. Ma andiamo alla lontana. Nonostante si cerchi di sfuggire a tutti gli stereotipi possibili, nell'educazione dei figli, come racconta giustamente nel suo scarpette rosse il nostro caro the queenfather, per qualche mistero il mio grande maschio, ormai a 5 anni ha chiaro cosa sia da femmina e cosa da maschio, e noi facciamo sempre cose da maschi, lotte, battaglie, coloriamo i magnifici quattro, batman e i gormiti, abbiamo pelouche, ma in casa nostra non è mai comparsa bambola, ma neanche pistole, al massimo le frecce di Robin Hood. E non per un proposito, ma forse per distrazione o convenzione.
A dire il vero, è strano anche come la nonna tuttofare sia riuscita a tirare fuori dalla sua magica soffitta solo ed esclusivamente tutti i giocattoli neutri della sottoscritta e abbia lasciato nella suddetta tutte le bambole.
Tutta questa premessa per arrivare a cosa.
Oggi per la prima volta abbiamo visto un film rigorosamente da femmina, della serie Barbie, prestato da una compagnetta e solo perché Il 5enne sapeva che c'era un drago.
Ebbene sono strafelice di avere due figli maschi. Si, perché davvero se avere delle figlie femmine vuol dire anche sottoporsi alla tortura di guardare questi cartoni mielosissimi, infarciti di canzoni, buoni sentimenti e magia, amore e amicizia, e ovviamente cavalieri che salvano le donzelle. Insomma Yuck e ancora Yuck!!
Bisognerà peró capire che effetto avrà questo cartone sul ragazzo: di solito, se vede Tarzan comincia a saltellare per casa come un invasato. Adesso per contrappasso dovrebbe canticchiare soave per casa...... Uhm vedremo.BlogBooster-The most productive way for mobile blogging. BlogBooster is a multi-service blog editor for iPhone, Android, WebOs and your desktop

Monday, December 12, 2011

Attività prenatalizie

Davvero non so se si diverta più la mamma o il figlio. Però la preparazione natalizia ferve. C'ho da una settimana gli scatoloni fermi: trasportati dalla soffitta al salone (un trasloco). Non prendono vita, non si animano e il #quasi5enne con unico interesse di scrivere letterine a Babbo Natale (Santa Claus o Father Christmas... come dice lui e vuole scrivere, mettendo in crisi la nonna!) è impegnatissimo a replicare all'infinito la sua lista di desiderata - che poi vuole pupazzetti e animaletti, fa quasi tenerezza, visto che non vede pubblicità ed è un tenerissimo gnoccolo!
La mamma allora, grazie alle ispirazioni di Maestra Mette, al periodo di crisi (che sì, alla crisi ci penso), al pericolo costituito quest'anno da #sweetpea gattonante, alla crisi di rigetto verso il consumismo, al desiderio di utilizzare le mani non solo per estrarre il portafoglio ed acquistare compulsivamente l'ennesimo inutile e anonimo addobbo, al desiderio di far trascorrere qualche pomeriggio in attività manuali al #quasi5enne - insomma a tanti di quei pensieri che affollano la mia già ingolfata mente - la mamma, dicevo, ha pensato a qualche simpatico lavoretto manuale per addobbare l'albero, e non solo.

L'altro giorno all'ikea ho visto un addobbo facilissimo da fare: una colombina natalizia, che di pace c'è sempre bisogno. Basta ritagliare un cartoncino con la forma desiderata (e il colore o più sfumature di colori), io ho preferito il bianco.... forse la spruzzerò d'argento. Poi praticare un foro in mezzo e ritagliare la metà di un foglio A4 e pieghettarlo. Ed ecco il risultato. Certo l'occhietto era un pochino triste e anche il beccuccio all'ingiù, ma era solo un prototipo i prossimi saranno più allegri, ma i tempi sono questi, anche le colombine della pace hanno i loro pensieri :-)








Invece dall'ispirazione di Maestra Mette (lei lo ha fatto bianco) questo meraviglioso addobbo. Bisogna arrotolare attorno ad un giornale tanti giri da un gomitolo di lana. Prima si è preparato un cerchio (io l'ho realizzato in cartoncino). I fili ricavati si legano intorno (potrebbero anche essere i capelli di qualche pupazzo un po' pippicalzelunghesco) e a lavoro finito ecco il nostro sciccosissimo addobbo (forse quest'anno in onore dell'unità d'Italia li faremo bianchi, rossi e verdi!
Vedremo cosa verrà fuori nei prossimi giorni




Friday, September 30, 2011

Un pomeriggio in compagnia dei mostri

Monsters: the making of
Oggi pomeriggio abbiamo realizzato un po' di mostri. Non avevamo voglia di uscire, così ci siamo inventati dei lavoretti. Il quattrenne è sempre parecchio attratto da robe orrifiche, è un maschio e gli piacciono draghi e mostri....
Abbiamo preso tutti gli involucri rotondi o ovali, ottimo modo per liberarsi di tutti gli scatolini degli ovetti kinder, oppure di quelle palline rotonde in cui si trovano una marea di gadget.
Per realizzarli abbiamo usato: forbici, colla, colori, un tovagliolo, un foglio di carta e del didò.
Innanzitutto abbiamo messo del didò appiccicandolo in fondo ai piccoli contenitori per appesantire il fondo, abbiamo poi colorato il tovagliolo (della carta velina colorata avrebbe fatto al caso nostro, ma colorarlo è stato più divertente).
Poi abbiamo ritagliato tanti pezzettini e con la colla li abbiamo appiccicati. (a quel punto la pazienza del quattrenne cominciava un pochino a scarseggiare).
Infine abbiamo realizzato degli occhi, la bocca e i dentoni da mostro e gli abbiamo appiccicati.
Beh, uno di loro è come Polifemo, anche se il ragazzo ha protestato perchè Polifemo avrebbe dovuto essere il mostro più grande,
"perchè mamma Polifemo è un gigante e non può essere piccolo".
"d'accordo, ma c'abbiamo pensato tardi: immagina come lo vedrà una formica.... ai suoi occhi sarà sicuramente un mostro gigantesco"
Forse si è convinto
Ecco il risultato finale :-)

La mostra dei mostri

Sunday, September 25, 2011

il mio #momcamp in streaming. Un'opinione da remoto



Non ho partecipato al #momcamp, ma ero presente. Ero molto vicina ad andare, magari sarà per il prossimo anno. In fondo sono una "neo-blogger" e ho ancora bisogno di un po' di tempo per entrare nel vivo del mondo del blogging e in particolare delle donne/mamme blogger. Adesso sul sito del #momcamp stanno inserendo i video della giornata, ma già alcune sollecite blogger avevano postato su instagram qualche immagine della giornata: questa da ForbiceVerde di Flavia che parla, e quest'altra dalla stessa "fotografa" che secondo me rimanda in pieno l'atmosfera bella.
La tecnologia cambia davvero il modo di partecipare. Certo non ho potuto stringere mani, dispensare sorrisi, ma eravamo insieme e interagivamo ad esempio con Chiara o Stefania, lì in rappresentanza anche del gruppo Facebook #donnexdonne.
Ho condiviso la mia "sofferenza" con michela di mammaeconomia, che ha già pubblicato il "suo" momcamp visto dal divano di casa .
Ho fatto un piccolo scherzo a luciebasta, che spero non se la sia presa (aveva scritto un tweet in cui diceva di indossare una maglietta a righe... e quando ha scritto che era arrivata le ho scritto che la vedevo... ).
Poi ho ascoltato, durante la giornata, in maniera saltarella, i vari interventi.
Il primo sull'alimentazione dei bambini, che deve essere sana ed equilibrata (ma va?), cinque pasti al giorno meglio di tre, e se possibile anche gratificante. anche se poi scopri che uno degli sponsor della merenda del pomeriggio propone una cremina spalmabile che di sano, uhm.(si ringrazia Wonder di machedavvero per la segnalazione). E insomma mentre ascoltavo mi è venuta una voglia incontenibile di spararmi una fetta di torta gelato. Ah va da se che i consigli erano applicabili anche alla dieta della mamma.

Il secondo intervento di mammafelice sull'essere blogger, davvero interessante.
Adesso lo devo proprio dire: avere un blog non vuol dire essere una brava speaker. In alcuni casi sono rimasta senza fiato. Molti interventi sono "scivolati" via fra le ciacole su twitter e qualche commento dissacrante. Ma è ovvio, uno speech è solo quello.

Alcune interviste sono andate in onda su Mammeinradio

Fra tanti interventi più o meno interessanti, con un taglio manageriale o promozionale, il progetto che mi è piaciuto di più quello della mamma pugliese Marlene di trarockeninnenanne, a mio avviso il più in "tema" con il titolo del momcamp: "il futuro delle mamme online e non solo".
Infatti è riuscita a fare da motore per un progetto dedicato al territorio: WomaM
ecco la loro presentazione


Siamo donne, siamo mamme, siamo persone con tante idee e che hanno voglia di fare. Abbiamo preso il nostro tempo e le nostre conoscenze  e abbiamo deciso di metterle a servizio degli altri. Non abbiamo la presunzione di voler insegnare niente a nessuno, ma semplicemente di aiutare le donne e le mamme che lo vorranno a mettersi in gioco, a provarci e a farlo mettendo fuori la parte più allegra di loro stesse. Vi invitiamo ad uscire di casa, a spegnere la televisione, a portarvi dietro i vostri figli e provare a dare una forma ai vostri desideri. Nulla è impossibile se è anche solo lontanamente immaginabile. Se vuoi qualcosa, non aspettare che siano gli altri a crearla per te. Datti da fare.

Siamo un associazione di promozione sociale e culturale. Rivolta prevalentemente all'infanzia e alle donne. Puntiamo alla valorizzazione del tempo in maniera costruttiva, sia per i piccoli che per i grandi. I nostri progetti mirano a rendere qualitativamente migliore il tempo libero attraverso l'informazione, il gioco, la cultura, lo studio.  Siamo aperte ad ogni tipo di collaborazione, non perseguiamo scopi di lucro e il nostro lavoro viene svolto in maniera totalmente gratuita. 

se mi impegno a rendere un paese migliore, non giova solo me, ma anche e sopratutto a te!


Ho anche sentito parlare in background di Riciklo.
Insomma fra streaming e twitter è stato un sabato da ricordare per le mamme in rete

Monday, September 12, 2011

Pensieri sparsi di fine estate

Si ritorna in pista, gli occhi ancora pieni delle immagini estive, dei sorrisi, della fatica, delle risate e dei pianti. Un'estate diversa, più intensa, qualche rimpianto. Un figlio piccolo in più, un blog, che è quasi come un figlio: ha bisogno di essere accudito se no prende vita propria e quando non c'è connessione o la connessione è lenta è difficile da gestire.... e poi i bilanci. Si quest'estate è stato tempo di bilanci.
Per certi versi essere impossibilitati a leggere (incredibile a dirsi, ma questa sarà archiviata come l'estate io cui ho solo cominciato due libri e non li ho finiti!!!) costringe a dovere impegnare il cervello in altre attività come il pensare. In fondo pensare è l'unico e davvero solo angolo rimasto in cui si riesce talvolta a fare silenzio e nel quale è necessario rifugiarsi.
In ordine sparso alcuni pensieri.
La maternità, dalla prenascita all'educazione dei figli è un affare serio, qualcuno lo prende con tantissima serietà, come è giusto che sia, ma alle volte un po' di leggerezza e senso dell'ironia non guasterebbe, me per prima.
Risale ormai a tantissimi anni fa la lettura di "una stanza tutta per sè" di Virginia Woolf, ma ma come adesso il bisogno di un luogo in cui ritrovare se stessi è fortissimo. Essere genitrici e donne e lavoratrici e blogger impone costantemente ritmi da vertigine, non dico nulla di nuovo. Ma sperimentarlo offre la prospettiva sulla difficoltà del quotidiano.
Ma la condivisione rende più lieve la quotidianità e allora scoprire i mondi paralleli delle mamme/donne  in rete rappresenta quel confronto necessario per guardare alla rete come un luogo di incontro virtuale, intangibile, eppure così reale. Così navigando per blog può capitare di imbattersi nelle storie leggere e allegre di Wonder e della sua Porpi, oppure si possono seguire le vicende e la capacità di coinvolgere di Serena e Silvia con i loro blogstorming. Letizia di Bilingue per Gioco mi aiuta a rivivere la mia esterofilia in chiave mammesca, e soprattutto mi dimostra come un interesse nato per caso possa davvero trasformarsi in un servizio e in un lavoro. La maggior parte di questi blog sono nati proprio da spunti della maternità, e, lo confesso, vorrei seguirli tutti e spesso, ma non sempre riesco a leggerli, eppure ormai le parole di queste blogger, fanno parte della mia quotidianità, attraverso post su facebook o veloci tweet, ci riconosciamo, ci parliamo... ci siamo . Mi diverte scoprire non solo nei post, ma nei layout, nei colori, nelle colonne laterali ogni possibile sfumatura del carattere e della creatività di queste donne alle quali la maternità, o il desiderio, ha donato solo un ulteriore motivo per uscire allo scoperto!
Elenco in ordine sparso:
Chiaradinome
Pensieri di Stefania
Ponti Tibetani
Filastrocche
Mammaeconomia
Mamarketing
Piattinicinesi
Mi piace settembre
Tra rock e ninnananne
Mymeitai
Ecomamma
Mamma papera's blog
Mamma claudia e le avventure del topastro
una mamma normale
mamma viò

e chissà chi ho dimenticato


Thursday, August 11, 2011

Epidurale un diritto? Meglio Pensarci per tempo

Siamo proprio sicuri che l'epidurale sia la panacea? Questo post nasce in risposta al post di Paola Banovaz, http://epidurale.blogspot.com/2011/07/ave-mary-ave-epidurale.html
E parto da una riflessione: ma la scrittrice Murgia ha mai partorito? O piuttosto si é avvalsa di un argomento per puri fini letterari. Perchè ognuno ha diritto di pensarla come crede e se una donna decide di avvalersi della medicalizzazione del parto in analgesia è libera di farlo, ma solo si é liberi di scegliere quando si è davvero informati.
Il parto è diventato doloroso nel momento in cui sono intervenuti gli uomini con delle tecniche invasive (cloroformio, episiotomia, kristeller) e con l'imposizione di posizioni innaturali per la donna (in primis la classica litotomica, che spesso allunga i tempi espulsivi).
Dal punto di vista culturale é la visione occidentale che ha diffuso l'immagine di parti dolorosi e di travagli insormontabili.
La verità è che il travaglio di parto fa emergere tutte le complesse dinamiche del vissuto femminile: il parto è il risultato di tutto ciò che tu sei stata fino a quel momento, paure, gioie, dolori, aspettative...
L'immagine più vera che corrisponde al travaglio come dovrebbe essere sempre vissuto è quella del film di Bertolucci "il piccolo Buddha": lei che accompagnata dal cerchio di altre donne,sola accovacciata e appesa ai rami di un albero, protetta dalle fronde, asseconda le ondate di ormoni che la attraversano con canti carnatici fino al momento orgasmico finale che é quello della nascita.
Nessun accenno al dolore.
Se vogliamo poi conoscere i risvolti della fisiologia del parto bisogna informarsi attentamente su quale perfetto e delicato meccanismo ormonale la natura abbia messo in atto per permettere la nascita.
In primis l'istinto: da sempre TUTTI gli animali cercano riparo dal gruppo e si allontanano durante il parto, cercano buio e intimità: tutto ciò negli odierni reparti ospedalieri é ampiamente negato.
Facciamo un sondaggio fra le donne che hanno partorito con cesareo, in analgesia o in maniera del tutto naturale a casa propria o indisturbate e vediamo quanto abbia inciso negativamente la medicalizzazione selvaggia.
Avrei altre mille cose da dire ma per chi volesse approfondire do due riferimenti bibliografici: Ina May Gaskin con "la gioia del parto", e Verena Schmid "venire al mondo e dare alla luce".
Per smitizzare il concetto di dolore e riorientare l'idea di un parto dolce possibile
 

Wednesday, July 20, 2011

Donne a favore del parto Eco-Logico e Bio-logico. Logico no?

 #Donnexdonne: 21 luglio giornata sui SN alla ricerca di buone prassi al femminile.


Un forum di sole donne o quasi, con intervista.





qui i link a tutti i blog che partecipano
http://pontitibetani.org/2011/07/18/verso-il-21-considerazioni-e-link/

Un giorno speciale, un giorno qualunque, qualche settimana fa, un tweet, due tweet, tre tweet: parliamoci, parliamone. Le donne in rete sono tante, le blogger, poi una comunità che rivela ogni giorno sorprese, e non si parla solo di pannolini o tacchi a spillo, o l’uno e l’altro. 
Quando le donne in rete parlano e scrivono non puoi fare a meno di ascoltarle e leggerle e, superando gli stereotipi della femminista, dell’arrabbiata, della madre, riesci solo a vedere donne concretissime calate nel quotidiano che oltre alla equilibristica gestione di figli e famiglia trovano il tempo e la voglia di rimboccarsi le maniche e creano, immaginano, concretamente si alleano per costruire micro realtà che sanno di politica concreta.
Io partecipo col mio blog e racconto di un luogo in rete, un forum di sole donne, o quasi, come ce ne sono tanti, certamente, ma questo è diverso e provo a dire cosa mi ha colpito perché la professionalità e la passione che si respirano in questo forum sono l’espressione di una volontà forte di cambiare la mentalità, di sovvertire i canoni del comune sentire a partire da un momento forte per una donna che è la nascita.

Per spiegare questo post bisogna fare un passo indietro, ad un momento molto importante della vita di una donna: il momento del parto. Un travaglio da manuale, tutto a posto e, dopo un po’, in maniera insensata e immotivata, col senno di poi, un taglio cesareo. Vabbè siamo felici è nato il bambino, chiamiamo gli amici bla bla bla. Ma che dolore, che dolore, un dolore infinito. Ma le doglie non erano state così dolorose. E quel bambino non fa che piangere e piangere e piangere.

Metabolizzato il tutto, forse, o forse no. Il bimbo cresce, bene, allattato (fra mille difficoltà iniziali, inenarrabili, perché il parto artificiale si, ma il latte artificiale no) e dopo quattro anni (troppi a dire il vero) inizia il suo viaggio una nuova vita.
Stavolta riaffiora una vocina tacitata: un altro cesareo no. Diventa sempre più prepotente, forte, determinante, irritante. Tanto più intorno è “once cesarean always cesarean” tanto più è orrore dentro: io donna tutta quella sofferenza non la voglio più.

Io donna non ho paura del dolore del travaglio e del parto. So in maniera istintiva che i dolori del parto passano immediatamente, so che conosco il mio corpo sano, un po’ meno atletico del passato, ma profondamente sano e sempre per istinto (almeno fino a quel momento). La vocina diventa un urlo forte prepotente imperante, impossibile non ascoltarla. Un imperio che scuote ogni singola parte del mio essere: io avrò un parto naturale dopo un cesareo. E naturale come lo dico io: non voglio essere toccata, guardata, istruita su come partorire, solo incoraggiata nel momento del cedimento, nell’attimo che precede la nascita.

E comincia il mio percorso affannoso, affannato, frenetico di ricerca di qualcosa o qualcuno che aiuti a salvarmi la pelle. Perché il cesareo mi ha segnata, profondamente e un altro mi distruggerebbe lo sento. Mi allontanerebbe dalla mia creatura perfetta che è in utero, dal mio corpo e dal mio essere tutta.

Ed ecco dove sono le donne per le altre donne. In rete trovo la mia ancora di salvataggio, il mio porto sicuro, il mio rifugio segreto, il mio luogo di speranza, in cui riversare il dolore, renderlo parlabile ed essere capita e incoraggiata. Il luogo è il forum di parto naturale.

Un forum sono facce, sono avatar, immagini, nickname, ma le parole sono vere. Li rincontri, i nickname, nelle risposte e a poco a poco diventano familiari, cominci a seguire le vicende, ti appassioni, gioisci per parti in casa e per vbac, trovi parole di consolazione per cesarei dovuti, ma non cercati o giustificati. Trovi la forza dei racconti di altre voci femminili che senti vicine alla tua. Voci di donne in profondo contatto con se stesse. Un coro che diventa mantra potente dell’energia che da origine alla vita. Che scaturisce da numerose storie di dolore e di gioia. Donne prima che mamme, madri ancora prima che mogli e sorelle e amiche. Donne che contribuiscono a diffondere il rete il seme di una nascita “ecologica”, che hanno creduto e credono sia importante ridare valore al ruolo della nascita, all’imperio della vita che ha bisogno di tutta l’energia, il silenzio e la sacralità che le moderne strutture ospedaliere non offrono più.

Non mi dilungo ulteriormente. Frequentando il forum e parlando fuori dal forum mi sono resa conto che non sempre il desiderio di un parto naturale è comprensibile, ma chi lo desidera è perché intuisce che il travaglio e il parto rappresentano forti momenti di passaggio, riti, occasioni di crescita da vivere in prima persona e non ai quali assistere da spettatori impotenti e addolorate. Il parto libera energia, rende potenti e pur non volendo rivendicare istanze femministe, da quando il parto è stato medicalizzato e ospedalizzato c’è sempre meno energia.

Grazie a questo spunto ho pensato di porre delle domande alle amministratrici del forum, chiedere loro il perché di questo desiderio, cosa le ha spinte a creare questa risorsa in rete. Mi ha risposto Giovanna:

D: Come nasce l’idea di creare un forum sull’argomento del parto naturale

L'idea di creare un mailing list nasce da Manu, poco dopo aver partorito in casa la sua quarta figlia dopo un cesareo subito alla nascita della terza, per condividere le tantissime informazioni che aveva raccolto in vista del suo HBAC (Home Birth After Cesarean)

D: Da quanti anni esiste in rete il forum di Parto Naturale

PN nasce il 25 maggio del 2003 come una mailing list su Yahoo! creata, appunto, da Manu che la modera e gestisce. La lista accoglie, consiglia, supporta, informa tante donne e, all'aumentare del numero degli iscritti, il volume dei messaggi diventa poco gestibile, quindi Manu decide, a gennaio del 2008 di trasformare la lista in un forum, creandolo su uno spazio gratuito, che continua a gestire lei personalmente. Passando i mesi si rende conto che un aiuto fa comodo, e tra questi aiuti che decide di darsi ci sono anche io. Nel corso del 2010 un po' alla volta Manu mi affida definitivamente il forum che continua ad espandersi, finché sorgono frequenti problemi tecnici dovuti alla mancanza di spazio su server, per cui decido che è arrivato il momento che PN abbia vita propria e un suo dominio esclusivo, http://www.partonaturale.net. E' in questo frangente che partorisco (è proprio il caso) l'idea di associare un sito al forum, in modo da rendere pubblico il materiale, le informazioni, le esperienze accumulate nel corso degli anni. Ad oggi mi affiancano, nel complesso lavoro di gestire il forum, Gessica, Dunia, Marzia, Bea, Roberta e Francesca. E, dall'esterno, Lucilla che non finirò mai di ringraziare per il supporto tecnico.

D: traete profittto dal forum?

No, nessun profitto

D: quante donne lo frequentano e lo hanno frequentato

Al momento gli account attivi sono quasi 800, e il numero tende a crescere lentamente perché, da regolamento e per tutelare gli iscritti (eh si, abbiamo anche qualche uomo), vengono eliminati gli account non attivati e gli utenti che non scrivono una presentazione entro 10 giorni dall'iscrizione, e infine periodicamente facciamo le pulizie di primavera.

D: Che idea vi siete fatte delle donne che frequentano il forum: chi ci entra cosa cerca e cosa trova?

Le donne che entrano nel forum sono spinte dalle motivazioni più svariate, ma la gran parte di loro, in particolare quelle che poi si fermano, sono le donne che portano un sé un dolore profondo, per un cesareo, per un parto violento, per una separazione precoce del proprio figlio. Poi ne arrivano anche tante alla ricerca di informazioni che non trovano presso le strutture o i professionisti.

D: cosa c’è di diverso rispetto agli altri conosciutissimi forum?

Non ne ho idea  non frequento altri forum: dimmi tu cosa vedi di diverso

A dire il vero ti posso dire che mi sono “fermata” su PN perché ho trovato donne competenti, molta collaborazione, supporto immediato e nessuna forma di terrorismo psicologico. In altri forum che si trovano in rete leggevo molte risposte confuse, e poca reale informazione, solo qui ho trovato informazioni supportate da evidenze scientifiche e la possibilità di consultare fonti oltre che di confrontarsi direttamente sulle esperienze di parto un mix di pragmatismo e “cronaca” che mi ha supportato nel percorso spesso accidentato (a causa di interferenze esterne, disinformazione e allarmismi) verso una nascita dolce e naturale e soprattutto naturale dopo un cesareo. Ecco perché mi siete piaciute!

D: Quali sono gli obiettivi che vi siete proposte?

Gli obiettivi del forum sono, in primis, l'informazione e il sostegno perché una donna informata e sicura di sé sa di poter scegliere e decidere e, indipendentemente da quello che poi deciderà, la sua scelta sarà consapevole. Poi, naturalmente, promuoviamo un approccio di rispetto della fisiologia.

D: come funziona il forum, cosa bisogna fare per accedere

PN è un forum chiuso, per accedervi è necessario iscriversi creando un account. Una volta creato l'account è necessario attivarlo tramite un link che arriva per posta elettronica e a quel punto si può accedere e partecipare alle discussioni.

D; da poco è nato il sito…..

Si, come dicevo il sito è nato per mettere a disposizione di tutti i contenuti informativi del forum tutelando, contemporaneamente, la privacy degli utenti che nel forum si raccontano intimamente e si mettono a nudo. In questo modo potremo in futuro aumentare, via via, la sicurezza del forum senza precludere l'aspetto informativo sul pubblico.

Beh grazie Giovanna per avermi raccontato la storia di Parto Naturale.
In questo giorno dedicato alle donnexdonne sui social network e alle buone pratiche mi è sembrato doveroso raccontare la storia di queste donne che fra figli, mariti, lavoro, trovano anche il tempo di dedicarsi ad altre donne per stabilire legami forti e, lasciatemelo dire, contribuire ad un progetto più grande che è infondere fiducia alle donne nella propria capacità di generare ….non solo la vita.

Sunday, July 17, 2011

Lullabies: goodnight sweethearts, sleep tight

This is my first son's favourite lullaby



And this is my second son's favourite lullaby



It goes without saying:
they're their mum's favourite as well: dedicated to my most precious and unique.
Ain't no sunshine when you're gone and I can't take my eyes off you.

Tuesday, June 21, 2011

I pomeriggi ai giardinetti- ore di ordinaria follia.

Come trovare un compagnetto al quattrenne?
Insomma, sembra davvero un'ardua impresa. Puntata la madre all'asilo e saggiata l'affinità si propone l'uscita al parco, uscita che regolarmente si trasforma in un incubo.
Partiamo: passeggino, monopattino, borsa con acqua e cibarie buone a sfamare un esercito, la palla al seguito. Insomma il passeggino sembra più uno di quei carrelli che i senza tetto portano con se. Durante la strada cominciano le richieste: "mamma ho sete", di solito la richiesta avviene mentre si attraversa un'arteria pericolosa e insistentemente il quattrenne pretende che la richiesta sia evasa allo schiocco delle dita (Mary Poppins docet)  "ok". Ci fermiamo e ci dissetiamo. Si riparte. "Mamma ho fame".
Cominciano le trattative: "hai già fatto merenda, non possiamo fermarci, ci aspetta il compagnetto" "ma io ho fame", "non hai fame, sei annoiato, andiamo".
E per strada le litanie: "non ti appendere al passeggino", "non urlare che svegli il fratellino", " non camminare con il monopattino davanti al passeggino che intralci la strada"

Nonostante il frastuono del traffico il quattrenne punta tutto e ogni singola foglia diventa argomento di conversazione (bene è curioso)
"Mamma, guarda" (sosta)
"che c'è, tesoro?" (diciamo che si capisce da quanto tempo la mamma è uscita da casa dal tono che sottolinea il "tesoro", se è stizzito è uscita da almeno 20 minuti e non riesce ad arrivare al parco!) "guarda, la palma è morta"
"si, è morta"
"e si è fatta male?"
 "no, non ha sofferto"
" e perchè è morta?"
 "per via del punteruolo rosso"
"del ?poppatoio? rosso?"
 "nooo, p-u-n-t-e-r-u-o-l-o è un insetto"
" e che insetto è"
"poi te lo dico, andiamo, insomma è un insetto che mangia le piante"
 " e perchè-e?"

Finalmente arriviamo, e tu, ingenuamente pensi di potere avere una conversazione adulta e invece NO. I bimbi litigano, i bimbi piangono, i bimbi si arrabbiano. E certe volte devi intervenire, certe altre devi lasciar correre, ma se la mamma che hai prescelto è un'ansiosa interventista è la fine.
Non so come mi sono trovata due pomeriggi di fila con madri deliziose, ma un pochino ansiose e con rispettivi figli: il prepotente viziato e isterico (la sua palla fa schifo, non voglio giocare con lui, voglio andare alle giostre, non voglio andare a casa), e l'introverso piagnone (dai vai a giocare, non startene sulla panchina....voglio andare alle giostre, non voglio andare sul monopattino, uahhhh voglio la mamma - la mamma è appiccicata-).
Beh il vantaggio di ciò è che tuo figlio, che fino a quell'istante avresti voluto strozzare improvvisamente assurge al rango di figlio-quasi-perfetto: non piange, gioca e ride, cerca di coinvolgere gli altri, non fa richieste di giostrine, accetta con spirito i no della mamma.
Che tesoro....



Ah, e .. il contenuto del passeggino? Si.... me ne ero quasi dimenticata, quell'angioletto che dorme che quasi me ne dimentico. Siii, lui aprirà gli occhi e la bocca nell'attimo in cui sarà varcata la soglia di casa. Nguè, nguè nguè. E dopo aver tirato un respiro di sollievo.... beh, io risalgo sulla giostra.

Monday, June 20, 2011

Motivational Speeches: Steve Jobs, Randy Pausch

Motivational speeches given by two extraordinary Americans who have really achieved the American dream and remind us of how never giving up our dreams!

Steve Jobs: Be hungry, be foolish


Randy Pausch: Achieving your childhood dreams

Friday, June 17, 2011

Se lo ami legalo

In breve vi posso raccontare questa storia, perchè la cintura ci ha salvati.
Il ricordo mi fa venire ancora i brividi. Era il giorno del mio compleanno. Tornavamo io, mio marito e la pulce di 18 mesi da un pranzo felice.

I blog per la sicurezza

Avevo deciso di guidare io perchè il ragazzo in macchina voleva sempre attaccarsi e invece se papà si sedeva dietro lui stava tranquillo nel seggiolino.
Di rientro su una strada di collina un'improvvisa pioggia rende la strada sdrucciolevolissima. Una curva, presa forte a velocità troppo alta e improvvisamente perdo i comandi della macchina, non la controllo più, la macchina sbatte a destra su un terrapieno e prende l'abbrivio per ribaltarsi, non ricordo quante volte, e si gira su se stessa. Dopo interminabili secondi di panico e lucidità - ci sei, ma non puoi controllare quello che ti sta succedendo - si ferma tutto.
A testa in giù. Riesco a uscire contorcendomi dal finestrino, senza scarpe. Il marito dietro è scioccato. Il bambino? E' appeso a testa in giù sano e salvo nel suo seggiolino. Lo stacco immediatamente e lo stringo forte.
Tutti e tre sani e salvi, senza un solo graffio. Macchina da buttare
Un miracolo, grazie a chi ci ha miracolati.
MAI SENZA CINTURE E SEGGIOLINI

Saturday, June 11, 2011

Riflessioni sul partorire, su vbac e percorsi personali


Il racconto del percorso che mi ha portato dal cesareo al vbac lo trovate qui, ma entrambi i racconti più dettagliati di entrambi i parti li trovate qui, si tratta del forum/sito di parto naturale, perché è lì davvero che ho trovato le risorse più importanti per il mio percorso: il sostegno di persone che la pensavano come me, gli indirizzi giusti cui rivolgermi. 

Non so se si sia trattato di fortuna, ma visto che homo faber fortunae suae, penso di avere conseguito il risultato del vbac, grazie a una buona dose di fortuna e intraprendenza. Sapevo solo di essere motivata dal TERRORE di un altro cesareo e sapevo che un altro cesareo mi avrebbero fatto se fossi stata manipolata ad hoc in una sede ospedaliera in cui i “protocolli” non prevedono che si rispetti il sentire della donna. Che io abbia fatto un VBAC in acqua è stato solo un caso, ma un caso che avevo concordato e calcolato: in quel momento mi sentivo di entrare in vasca, ero in un ospedale pubblico, ma seguita da un’ostetrica accorta e competente (di grande esperienza e rispettata da tutti) alla quale io avevo chiesto tutto ciò che desideravo e che ritenevo fosse meglio per me, per come io sentivo che dovessi partorire: silenzio, luci soffuse, niente visite, la mia musica, e nessuno intorno (c’erano dentro mio marito, l’ostetrica meravigliosa e un’allieva ginecologa), libera di muovermi come volevo, senza monitoraggi. Sono stata fortunata, e un po’ la fortuna l’ho aiutata io.

Premetto di non avere nessuna competenza ostetrica, ma solo l’informazione che ho maturato da letture per “difendermi” da chi mi avrebbe sicuramente ricesarizzata, ma non per il gusto sadico di farlo, ma perché solo io so come funziono (travaglio in piedi, niente visite etc.) e nel momento più intenso del travaglio doversi opporre continuamente diventa faticoso e qualcosa rischia di bloccarsi.
Fra le letture più importanti mi sento di segnalare La gioia del parto di Ina May Gaskin, che per me ha rappresentato una vera e propria bibbia. Qui alcune letture che hanno accompagnato il mio percorso del primo parto e poi del secondo.

Lo spauracchio più grande che sventolano in faccia a chi chiede un VBAC è la rottura dell’utero. Un evento abbastanza raro, viste le statistiche e i racconti di altri vbac e poi, come giustamente segnalato da un vostro articolo, l’utero non è un palloncino che scoppia all’improvviso, ma i segnali di rottura sono evidenti ad un occhio esperto e allenato.

Ed ecco l’altra criticità a mio vedere: l’occhio esperto e allenato. Chi ha preso in mano l’affaire nascita sono i ginecologi (lasciamo perdere il fatto che, ma questo è un mio parere personale, non capisco come degli uomini che hanno studiato possano capire che cosa si provi davvero durante un parto), ma a mio avviso le figure preposte sono le ostetriche. Per me la figura dell’ostetrica è quella magica di una donna che, con le sue competenze e conoscenze, assiste amorevolmente con discrezione, osservando ogni minimo segnale, senza nessuna invadenza, infondendo nella donna la giusta dose di rassicurazione e di fiducia nei momenti più delicati (transizionali) del parto, intervenendo solo quando è il momento. Il mio punto di vista è che molte donne pensano che siano altri a doverle fare partorire, io ho maturato la convinzione che il travaglio sia tale solo perché è un momento di confronto fortissimo con la propria persona, con l’essere se stesse, ecco perché ogni travaglio è una storia a sé, con infinite sfumature - dicevo che ogni donna è un mondo a sè pretendere che tutte funzionino allo stesso modo (ossitocina, epidurale, episiotomia, posizione litotomica) è come appiattire l'arcobaleno su tutte le sfumature del bianco –

Il punto è che molte donne oggi hanno avocato quello che dovrebbe essere un loro percorso ad altri. Pensa un po’ come in pochissimi anni (circa 40 o forse meno) siamo state riprogrammate e ormai è diventato normale pensare di partorire in ospedale e anormale pensare di partorire in casa. Perché? E’ più sicuro forse l’ospedale? Ma quanti sono i veri parti a rischio? Beh, i ginecologi sono importanti nel caso di vere e proprie patologie, preeclampsia, placenta previa ed altre, ma in caso di gravidanze fisiologiche, perché non pensare che l’ambiente casalingo sia il migliore in assoluto? Perché farsi bucare e iniettare liquidi, perché aspettare che qualcun altro dica di spingere, perché non imparare ad ascoltare il proprio corpo fino in fondo? Come non capire che tanta invadenza (visite continue) e la promessa di assenza di dolori (epidurale) crea un mito del parto indolore che però non spiega delle complicanze alle quali si va incontro e che un tipo di parto seppur vaginale priva di tante altre gioie. 

In tutto questo si dimentica che per il bambino una nascita dolce è il modo meno traumatico di venire al mondo (di più lo è essere estratto a forza e catapultato nel mondo esterno) e perchè clampare immediatamente il cordone e non aspettare che questo smetta di pulsare, il sangue contenuto nel cordone arricchisce il bambino, gli appartiene, lo aiuta a superare il calo del ferro nel terzo mese, e non apriamo il capitolo placenta, un organo meraviglioso (ve l'hanno mai fatto vedere dopo un parto?) un pezzo di vita emozionante da vedere... e forse vale la pena conservare.

Non vorrei che il mio discorso fosse travisato, non mi dilungo ulteriormente perché sembra più una filippica. Ma insomma avrei da parlare per ore è solo che tutte queste riflessioni le ho maturate durante la preparazione del mio secondo parto e dopo il mio secondo parto naturale dopo il cesareo. Capisco che certi discorsi sono difficili da comprendere perché dietro c’è un percorso di maturazione e di riflessione che è passato attraverso informazione, letture e sofferenza (si anche quella). Se c’è la volontà si trova la strada. Aggiungo solo che è importante e doveroso che le ostetriche ospedaliere comincino a conquistare loro per prime gli spazi di rispetto che meritano le donne partorienti. Che le diatribe su chi lavori di più e meglio rubano energia al vero obiettivo comune: garantire nascite “dolorose” ma dignitose, davvero naturali.

PS mi scuso di tutti i link, ma visto che avevo già scritto in merito era un modo per “ottimizzare”

Libri per la gravidanza e i primi anni del bebè

Un giorno un amico mi disse: se leggi dimentichi, se scrivi ricordi, se fai impari.
Ma la prima fonte è e resta sempre e comunque la lettura. Tuttavia mi sento di modificare l'aforisma precisando che se fai, e poi rileggi, capisci molte cose che prima avevi tralasciato.

in effetti per la prima gravidanza ho cercato di informarmi con parecchio entusiasmo e ho concentrato parecchie energie sulla respirazione (a dire il vero anche sugli acquisti.....). Col senno di poi avrei dovuto anche preoccuparmi delle pratiche ospedaliere. Purtroppo ho dovuto sperimentare tanta invasività sulla mia pelle per arrivare attraverso un percorso più accidentato ad un evento meraviglioso e naturale quale la nascita è e dovrebbe essere.

Per il primo parto ho letto:

"Avere un bambino "di Carlo Flamigni

un libro tecnico interessante, che sposa il punto di vista di un famoso ginecologo e spiega molto della fisiologia del parto..

Pensavo di avere concluso con la necessità di saperne di più su ciò che mi sarebbe accaduto e quindi ho poi acquistato altri titoli per la nascita del bambino:

Informativo/divulgativi (letture amene, non indispensabili)

"Il bambino da zero a tre anni" di Berry e Brazelton

"Il bambino dalla nascita ai 6 anni"di Penelope Leach
"Bimbo Bio da 0 a 10 anni per difenderlo" di Apuzzo e Carnazzi
"Il bebè manuale d'istruzione" (regalo di un nostro amico... divertente e sdrammatizzante).

Libri da tenere in considerazione e consultare in caso di necessità

"Il mondo del bambino salute, sicurezza, prodotti per l'infanzia" editore Altroconsumo
utile e schematico, non informa sul rischio di deriva consumistica che l'acquisto di troppi accessori inutili comporta

"Puericultura" Le Garzantine (un buon punto di riferimento per molti dubbi)


"Il linguaggio segreto del neonato" di Tracy Hogg
da prendere con le pinze, aiuta nei momenti iniziali di difficoltà, leggere e poi fare di testa propria!

Titoli da ritenere indispensabili:

"L'arte dell'allattamento materno" pubblicato da  Leche League
indispensabile per le posizioni di attacco al seno, svezzamento e altro

"Bambini e troppe medicine" De Luca
propone rimedi naturali in caso delle più banali e comuni influenze tossi e febbri, spiega molto delle malattie dei bimbi e di come non farsi venire troppa ansia

I libri da non comprare assolutamente:
"Fate la nanna" di Estivill
 mi pento profondamente di averlo regalato ad un'amica. Propone il metodo più barbaro per il sonno dei bambini: l'abbandono. Se avete il fegato di lasciare piangere in un letto al buio e da solo un bambino piccolino, si addormenterà, certo, per sfinimento, sperimentando dolore e abbandono.

Per la seconda gravidanza, da precesarizzata impaurita ho scelto letture più mirate:

La Bibbia del parto naturale
"La gioia del parto " di Ina May Gaskin
libro assolutmanete indispensabile, spiega le pratiche ospedaliere, racconta i parti naturali, riconcilia con la natura e con l'essenza del parto naturale

"Partorire senza paura" di Elisabetta Malvagna
Un mantra che incoraggia alla cultura del parto

"1001 no al parto cesareo" di Massimo Pietrangeli
Un libro molto arrabbiato e urlato di un medico consapevole e sconcertato dalla medicalizzazione selvaggia. Riorganizzato meglio potrebbe essere molto più utile. Ma in ogni caso divulgativo, informativo, appassionato.

Infine per il post- nascita:
"Io mi svezzo da solo" di Lucio Piermarini
perchè se allatto non ho bisogno di inserire precocemente pappe e pappine e lascio fare a madre natura e al mio piccolino. Inoltre non ho mai utilizzato omogeneizzati e un sano buon senso aiuta sempre

"Bambini troppo vaccinati" di Eugenio Serravalle
un libro appassionato di un pediatra illuminato, informa e invita a porsi delle domande

"Le vaccinazioni pediatriche" di Roberto Gava
un tomo scientifico che è vissuto in maniera controversa, ha estimatori e detrattori, aggiunge sicuramente conoscenza alle nulle informazioni che ci forniscono nei famigerati "consensi informati"
eh si, perchè questo delle vaccinazioni è un altro capitolo delicatissimo, un altro mondo che si spalanca e su cui è doveroso riflettere ed informarsi per potere fare scelte consapevoli che riguardano la salute privata dei propri figli e forse anche quella pubblica.

Li ho scoperti solo adesso ed è per questo che vorrei colmare il gap:
"Dopo un cesareo" di Ivana Arena
"Bebè a costo zero" di Giorgia Cozza
"Portare i bambini" di Grazia de Fiore
perchè quello del portare è un capitolo a parte e secondo me completa anche il percorso della nascita naturale, insieme all'allattamento. Perchè portare un cucciolo è anche infondergli calore, sicurezza, contatto, e i nostri cuccioli, piccoli esseri magici smarriti in questo mondo aggressivo e rumoroso possono provare a crescere più sereni.

Wednesday, June 8, 2011

Preferisco i blog mammosi a quelli gossippari

In random per la rete. Con il ragazzo di tre mesi rigorosamente addormentato addosso se no si sveglia, gironzolo per siti.


Una notizia gossippara mi agguanta e mi lascio trascinare nei meandri: insomma due inutili figuri si scazzottano ad una festa di compleanno. E cchi se ne, penso, eppure ci sono caduta, sono stata irretita, vado al blog di riferimento dal quale la notizia sarebbe propagata, come un sasso nell'acqua. La tizia in questione è tale Selvaggia Lucarelli che a quanto pare è una vip, l'avevo vista ad una trasmissione con Daria Bignardi, come commentatrice...beh la ragazza ha un discreto senso dell'umorismo, il giusto distacco, e una dose di autoironia che non la rende immediatamente invisa. Sono quasi tentata dall'iscrivermi alla sua newsletter.. il mio istinto frena, e torno ai miei cari blog: mamme, mammine, donne in gamba nella loro quotidianità, ricette e ricettari vari, torte di zucchero. Tutti blog frutto di incredibile forza d'animo, volontà, creatività e amore per la vita e per il cibo che sprizza da tutti i pori. Mi sa che prima o poi faccio un bel censimento di tutti i siti di mamme che mi sono passati sotto agli occhi e al naso

Tuesday, June 7, 2011

Io allatto alla luce del sole!!

Allora io mi inserisco da sola nella categoria delle tettalebane (termine coniato da Wonder ) dell’allattamento, ma rispetto le posizioni altrui. Io parto da un presupposto: siamo state raggirate e a me non piace essere presa per i fondelli, anzi ‘sta cosa mi fa proprio girare le balle!! E quindi faccio esattamente il contrario di quanto non vogliano farmi credere e magari, comincio a ragionare con la mia testa!!!!

Punto 1:
discorsi di mamme che si sentono in giro: “non ho latte, mi è andato via, diventa acqua dopo un po’, il bimbo non cresceva e così il dottore mi ha detto di dargli l’aggiunta”

aARGH, ma sante donne, Dio ci ha donato un cervello per utilizzarlo, non per annacquarselo. La fisiologia del nostro corpo è perfetta, il nostro corpo è perfetto, programmato per sopperire alle necessità dei nostri cuccioli (mai visto dare l’aggiunta da una mucca ai suoi vitelli o chiacchierare con un’altra mamma mucca di quanto sia poco nutriente il proprio latte!!!!!).
Ma ci rendiamo conto di come siamo state nel giro di 50 anni “neuro riprogrammate” dalle multinazionali ? ! (pediatri complici): ci hanno fatto credere d’essere inadeguate ad allattare e che il nostro latte non fosse nutriente, che fossimo inadeguate, che dovessimo avere bisogno di protesi, mentre da secoli (DA MILIONI DI ANNI) i mammiferi allattano e le specie non si sono ancora estinte per mancanza di latte!!!
Il latte non va via, se ce n’è poco è perché l’attacco è sbagliato. Il latte non diventa acqua: la sua composizione cambia nell’arco della giornata e poi nei mesi successivi per garantire al bimbo il nutrimento più adeguato al suo fabbisogno per la crescita. Il bimbo non cresce? Ma le tabelle sulle quali sono basati i famigerati percentili tengono conto della famiglia di origine? Se la madre è uno scricciolo il figlio magari sarà più piccolo, ma se cresce, ai suoi ritmi perché ingozzarlo con una sbobba a base di latte vaccino?

Punto 2: perché non parte o fallisce

Perché a chiunque dica che allattare è naturale rispondo: balle!! E mi spiego: si allattare è un gesto naturale, ma richiede un certo impegno fisico e soprattutto non è detto che tutti i bambini si attacchino immediatamente e nel modo giusto. Sì, certo, allattare provoca ragadi, dolore, talvolta, mastite, altre infezioni,ed è un meccanismo delicatissimo di richiesta/offerta. Se i primi giorni o il primo mese l’attacco è sbagliato, la mamma è indolenzita e il bambino dorme tanto, gli si propone subito il ciuccio e il bambino si attacca poco la produzione di latte sarà un pochino compromessa, ma non c’è assolutamente nulla di irrecuperabile. La pazienza e le richieste di aiuto sortiscono spesso l’effetto giusto e si può quindi partire con serenità. Di solito la fase più cupa, difficile e impegnativa può durare al massimo 50 giorni, meno di due mesi, per assicurare al proprio bimbo il miglior nutrimento in assoluto che la natura abbia predisposto per lui.

Punto 3: la fatica

Beh su quella possiamo dilungarci ad libitum. Adesso parlo per esperienza personale: allattare è faticoso, allattare è stancante, allattare è vincolante, ma allattare è anche economico.
Beh è pratico, il latte è sempre lì “alla bisogna”, non sono necessari prolungamenti o biberon vari, il seno è rassicurante per il bambino, è calore e affetto. E’ stancante alla lunga essere sempre presenti e disponibili in qualsiasi momento. Ma il mio cucciolo ha bisogno di me in questo momento e io sono sempre lì per lui. Per quanto mi riguarda allattare è piacevole, ma non è questa delizia, eppure so di stare facendo il massimo per mio figlio, gli sto dando nutrimento, difese immunitarie, contatto, rassicurazione, anche se per me allattare non è affatto facile.

La mia esperienza
Io non mi ritengo una mamma chioccia, né una di quelle donne nate per la maternità, anzi lo ammetto pure allevare figli è pesante, scocciante impegnativo e non so quante volte preferirei andare a fare un aperitivo con le amiche invece che accompagnare il pupo a calcetto o nuoto e sì, vorrei fare trekking in Tibet e non un week end in una struttura family friendly dove non smetto di controllare che il pupo si faccia male, litighi o si sporchi di continuo.
Ma tant’è, è una mia scelta, e quindi oneri e onori, anzi colgo della maternità l’aspetto della scoperta e dell’avventura, delle continue sollecitazioni che questo mio nuovo ruolo mi richiede. E non mi ha sfiorato neanche per un attimo l’ipotesi di non potere o sapere allattare mio figlio. Eppure i miei due allattamenti all’inizio sono stati faticosissimi. Quando parlo di lacrime e sangue parlo non in senso figurato ma letterale. Per il primo figlio al dolore del cesareo si sono aggiunte ragadi, mastite, mughetto, tiralatte, bambino urlante a tutte le ore, aggiunta (che io ritenevo una violenza) della quale per fortuna piano piano abbiamo fatto a meno, e poi spugnature calde e fredde, seno ingorgato, ma il bambino è stato vispo e vivace sempre….. e pazienza, se all’inizio ha mangiato un pochino meno, se è stato un pochino gracilino, poi si è ripreso con lo svezzamento e ora è un vivace, sano ragazzo di 4 anni, 20kg e 113cm! Ma che fatica, che dolore al solo ripensarci, quel mese e mezzo iniziale. E alla fine? L’ho allattato per 2 anni. Ma all’inizio è stata dura, durissima, ma non ho mollato, ci ho creduto, ho cercato e trovato qualcuno che mi aiutasse. L’ho voluto fortemente
Con il secondo mi sono detta che non mi sarebbe successo e invece… è il mio seno, è la boccuccia dei miei bimbi, è la montata lattea. Però tutto è cominciato in maniera diversa: un parto in acqua meraviglioso dopo il cesareo, grande fiducia, quindi, in me stessa e ripresa immediata (ora se ripenso al travaglio e ai primi giorni del puerperio mi ricordo che mi sentivo come se fossi passata sotto un rullo compressore, ma stavolta consapevole che sarebbe tutto passato presto). Il primo mese è passato fra ragadi e mastite, ma stavolta ho lavorato subito sull’attacco, ho chiesto immediatamente aiuto per “ripassare” le posizioni, ho attaccato sempre il bimbo sforzandomi di migliorare il modo in cui lui si attaccava, e stavolta siamo partiti con molta meno fatica, senza sangue, ma comunque qualche lacrimuccia. Senza mai lo stress del peso: insomma lui è li coi suoi sorrisi e i suoi cosciotti e le sue guanciotte a dirmi ogni giorno che, anche se il mio seno sembra vuoto, perché morbido, ormai la produzione è partita e stavolta è andata molto meglio. Siamo ai tre mesi…. Vedremo per quanto tempo andrà avanti. E non so se sono fortunata, ma entrambi i miei bimbi non hanno sofferto di coliche e hanno praticamente da subito cominciato a dormire di notte. Un risveglio una ciucciatina e di nuovo a dormire.

Questo post partecipa al blogstorming del sito Genitori Crescono





Allora penso sia bello partecipare all’iniziativa io allatto alla luce del sole 2 (perché è il secondo anno), promossa da Genitori Channel e perché è importante promuovere la cultura di un gesto naturale, sano, ecologico e biologico.

Monday, May 16, 2011

Rewind: poco prima di diventare mamma....

Alle mamme è stato chiesto di tornare indietro a prima del loro primo figlio: che consiglio si sarebbero date?
Se guardi tutti i cartelli non ce n'è uno in cui non ci si possa ritrovare.

La maternità ti cambia, ti tempra, ti sconvolge, ti atterra, ti sfida, ti rallegra.

Visto che siamo a maggio un post del genere è proprio in tema con il mese in cui la mamma si festeggia.
Enjoy

Wednesday, May 4, 2011

Le donne Sagge

Le Donne Sagge

sono madri di tutti i figli del mondo
meditano e si prendono cura di sé
scelgono con la “saggezza del cuore”
ascoltano e raccolgono i segnali della vita
si fidano del proprio istinto
hanno una vita "gustosa" e la assaporano
chiedono aiuto e sanno stare da sole
coltivano la curiosità e mantengono la capacità di stupirsi
improvvisano e ridono insieme
vanno oltre la tolleranza e accolgono
si rimettono in gioco
sanno di dire di no e sanno dire di sì
assumono oggi la propria responsabilità per il futuro
custodiscono tutto quello che conta per loro
riconoscono e salvaguardano la sacralità della Terra
percorrono la Via di Mezzo e sanno ricondurre all’Unità
camminano leggere sui fili e appoggiano il piede saldo sulla Terra
tessono la trama della vita e inventano il tempo
amano e sanno trasformare la pietra in pane
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