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Tuesday, April 25, 2017

#wired or disconnected. La vita ai tempi dei social media

Ormai c'è Facebook e whatsapp e instagram, è cambiato il modo di comunicare. Pochi anni e gli smartphone sono diventati i nostri inseparabili compagni di vita. Gesti quotidiani. Sveglia al mattino, apro whatsapp controllo le notifiche, Facebook, faccio il giro dei post degli amici, metto qualche like, una reazione, un commento, condivido un post. Leggo un bell'aforisma faccio lo screenshot e lo mando su whataspp al gruppo degli amici.
Amici. Siamo tutti amici. Tu quanti amici hai?
Aggiorno la foto del profilo e guardo costantemente il numero dei like. Beh questa volta sono più dell'altra volta.
Chiudo, ah no, riapro, dimentico il giro su instagram, il post condiviso su Facebook era carino, vediamo cos'altro c'è.
Sono al bar, c'è rumore intorno. Un post suscita la mia attenzione, piego la testa e mi tuffo nella rete, riemergo e mi accorgo di non essere sola. Un completo stato di isolamento che assorbe perfino i sensi. Non sono sola ad essere intontita dalla presenza in rete, assenza fisica dal luogo in cui mi trovo.
Abbiamo tutti una riflessione da fare, frasi eterne da dire, meme da replicare, salvo poi alimentare il gossip che passa da Facebook a whatsapp.
Si vedono facce sorridenti su Facebook e su instagram, stati estatici su whatsapp. La maschera della vita presente a mostrarsi, esporsi e sovraesporsi.
in mezzo alla strada facciamo selfie, postiamo foto. Non ci sono foto tristi, le foto rappresentano un costante stato alterato della realtà. Presentano una realtà distorta. Perché la vita non è quella che ci illudiamo di far scorrere quando la presentiamo su Facebook o instagram.
La vita è quella che viviamo quando siamo disconnessi.


We’re on FB Whatsapp and Instagram, in a few years our way to interact and comunicate has dramatically changed. We’re maybe less smart than our phones, but definitely devoted to them. We’re into routines never before figured: wake up call, checking likes, reading posts, sharing, adding comments. Reading epic sentences, screenshotting and sharing on whatsapp.
Friends, we’re all friends, how many friends have you got. Are you defined by the number of friends on your profile. Unfriended have you been by some ex-friends.
I’m updating my profile pic, and checking continuously the number of likes. Well this time more than the last one.
Ok I’m done for the morning. No, I forgot my usual visit on Instagram, I’d seen a shared post on facebook and had almost forgotten to see what else is on…

I’m at a cafè, noise around. Dipping the coffeespoon into the coffee, the other hand holding tightly the “thing making me feel smart” and my head dipped into an apparently interesting post, in a complete state of isolation which absorbes all of my senses. I breath back and realise I’m not alone being isolated, yet phisically there, but somewhere lost into a net.
We all need to say something, we’re all happy on facebook and instagram. Putting a mask and showing off.
We’re constantly posting picture, updating states, selfying. Only happy and contented faces, presentino a constant counterfeited aspect of reality.

Shouldn’t life be the one we’re living when we’re disconnected?

Thursday, November 10, 2011

Breaking News: Wendy Trilly e Tiger Lily fanno l'aperitivo e lasciano il nocciolo dell'oliva a Peter Pan ovvero #2eurox10leggi


C'era una volta Peter Pan, era un ragazzo sbandato, un farfallone, non voleva crescere, sembrava indipendente, insomma un leader, ma era inseguito da una banda di pirati e i suoi seguaci erano un gruppo di sbandati improvvisatori, pronti ad azzannarsi l'un l'altro per difendere idee confuse e prive di direzione.
Peter non riesce ad ammetterlo, ma ha bisogno di Wendy, perchè lei è una figura ambigua, sembra distratta ma lo capisce, sa prendersi cura di tutti, ma con distacco. 
Wendy sa quale sia il bene per la società e lo persegue, nonostante i tentativi fanfaroni della maggioranza dei personaggi, in primis maschili, dai quali si trova circondata. Certo le sirene non fanno il suo gioco, portano acqua al mulino dei fanfaroni, ma finalmente con Trilly, nonostante la diversità si crea una solida alleanza. Inutile dire che sorseggiano gloriosamente i loro Cosmopolitan e finalmente si accorgono che tutto quel temporeggiare e guerreggiare e poltrire sull'isola che non c'è, proprio non fa per loro
Ed è questa la loro forza. La magia e la solidità, la concretezza e la leggerezza, l'indipendenza e il bisogno di volare. Finalmente si sono trovate! Hanno smesso la camicia da notte, l'una, e il vestitino striminzito e ammiccante, l'altra e hanno indossato ciascuna i "panni" che più si confanno a loro (certo solo loro sanno interpretare lo stile shabby chic: vivono in città ma hanno un occhio vigile e attento a quello che succede in campagna)
Wendy e Trilly sanno volare alto e vedere oltre, hanno l'intuito. Hanno i piedi scalzi e per questo sentono la forza che viene dalla terra, prima di indossare chi le ballerine, chi le sneakers (si i tacchi alti sono belli, ma trottiamo tutto il giorno, li lasciamo alle sirene). Hanno le ali e sentono l'odore nel vento. Sono circondate dall'acqua e mai vi affogano. Hanno il fuoco dentro di sé, lo alimentano e fanno ardere e non permettono che nessuno lo spenga. Tiger Lily le raggiunge, appena centrifugata da una normale giornata tipo in cui dopo avere allattato e portato i pupi a scuola ha concluso un paio di progetti al lavoro, fatto sport e aggiornato il blog, carica come una pila elettrica trova il modo di sorridere loro e di ricordare l'importanza di fare squadra. 

Wendy e Trilly e Tiger Lily: la prudente, l'impulsiva e la dolce con carattere. 
Fanno paura, perchè non alzano la voce, ma perseguono i loro obiettivi, lavorano, ciascuna all'interno della propria comunità, per coltivare, arricchire, seminare, disseminare. 
Ecco perchè di fronte alle critiche o alle obiezioni scrollano le spalle. Loro fanno, agiscono e non si pongono il problema. Sentono l'urgenza di comunicare un modello di riferimento e trovano il modo per raccontarlo, pacatamente, ma con forza e determinazione. 

Peter e i suoi ragazzi, Capitan Uncino e la sua banda di pirati agiscono confusamente, pensano che  Wendy, Trilly e Tiger Lily siano distratte, ma loro si stanno organizzando perchè loro sono cresciute e a loro volta crescono generazioni che sapranno meglio comprendere il loro agire. 
Provate ad ascoltarle. E raccontate la loro storia, quella di quando Wendy Trilly e Tiger Lily si incontrarono per un aperitivo.......


I blogging day sono giornate di racconto corale. E parlare in coro attraverso un blog è un modo gentile per alzare la voce e la testa. In questo momento delicatissimo per il paese dal punto di vista politico e soprattutto finanziario si gioca il futuro nostro e dei nostri figli.

"Ma cosa passa per la mente a questo gruppo di donne, ancora oggi, di rivendicare i diritti delle donne. Saranno un gruppuscolo di femministe, di quelle coi baffi e i peli lunghi. Ma ormai è assodato, le donne ormai lavorano, studiano, hanno fatto la rivoluzione femminista, si sono guardate allo specchio, che bisogno c'è di "buttare" questi soldi (ndr quelli che servono per acquistare la pagina di un quotidiano su cui pubblicare le richieste per 10 leggi). "

Invece oggi più che mai le donne che moltiplicano i loro sforzi per assecondare un modello di organizzazione sociale che non le rappresenta sanno di potere e dovere inserirsi nel tessuto della società con discrezione, ma con fermezza.
Le donne che propongono nel 2011 di rivedere alcune leggi
sono #donnexledonne
non rivoluzionano, ma permeano,
non rivendicano ma agiscono,
non manifestano, ma esternano
non urlano, ma ascoltano
non guardano, ma osservano
non si scoraggiano, ma traggono forza l'una dall'altra,
così facendo non raccontano solo favole, ma le interpretano, le riscrivono e le aggiornano alla vita 2.0

Qui il link a tutti i blog partecipanti.
http://2eurox10leggi.blogspot.com/2011/10/al-via-il-blogging-day-2x10.html
Qui il link per acquistare una quota
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_737.html

Saturday, October 8, 2011

I'm in: #2eurox10leggi


Io ci sto, intendo partecipare. Posso diffondere e divulgare, coinvolgere altre amiche e persone, mi aggiornerò qui. L'idea é di Mamuela Mimosa Ravasio che propone l'iniziativa partendo dal tam-tam su Twitter e rilanciando sulla pagina facebook #donnexdonne, fucina di pensieri, iniziative, condivisioni. (qui l'origine di #donnexdonne)
L'obiettivo è ottenere la massima visibilità possibile. L'obiettivo è alzare il tono di voce, trovare un modo per rendere visibili e rappresentate le idee di noi donne, la voglia di partecipare alla vita politica del paese. 
Dopo la sua iniziativa Della Valle è andato in TV, la sua forza non è solo quella economica. Noi donne abbiamo dalla nostra la rabbia, l'intelligenza, la competenza, ma non la visibilità.
Allora si potrebbero agganciare volti femminili che abbiano una certa notorietà, che non siano politici di professione, e che rappresentino SOLO la voce delle donne.
In questo periodo in cui si avvicinano le elezioni vedo nascere molti gruppetti che inneggiano alla auto promozione, ma poi scopri che ci sono politici alle spalle, insomma i soliti noti.
Noi vogliamo DAVVERO (almeno io lo desidero, penso tanto quanto le donne dalle quali questa iniziativa ha preso piede) che queste leggi vengano promulgate, che ci sia una maggiore etica e facce nuove, soprattutto nessuna logica partitica, politica si, ma non di partito. Per risalire la china dei danni perpetrati negli ultimi 30 anni alla dignità di questo paese ci vuole un cammino lungo e doloroso.
Io lo confesso sono molto dubbiosa e sfiduciata.
Ma partecipo perché è doveroso farlo. Con me partecipano altre blogger: 
Ipazia è(v)viva
Donne Pensanti
Comincio col mettere il banner. 
Segui l'#




PS Segnalatemi i vostri post, e allunghiamo la lista....

Tuesday, April 12, 2011

Brevi riflessioni su Report


Una breve riflessione sulla puntata di Report di domenica 10 aprile. Si parlava di facebook, altri social network e google, se ne è parlato in termini molto allarmanti. Sostanzialmente il succo del servizio è che dietro l'idea di gratuità si nascondono complessi software che profilano l'utente come consumatore e costruiscono profili e che permettono così alle aziende di vendere a terzi i propri gusti e le proprie preferenze.
In realtà è una versione a mio avviso un pochino demonizzante della rete. La profilazione esasperata a mio avviso avviene nella misura in cui non si adottino cautele o comunque nè più nè meno quanto avviene nel mondo offline... tutte le volte che accettiamo di dare i nostri dati per le infinite carte fedeltà mettiamo comunque i nostri dati a disposizione di terzi per "profilarci", potrebbero esserci dei vantaggi in questo (ad esempio offerte ad hoc al supermercato) oppure eccesso di invasione della privacy (posta pubblicitaria). Cos'è lo spam se non posta pubblicitaria on line non gradita?
In realtà in questi giorni riflettevo su cosa la rete abbia rappresentato e stia rappresentando per me. Innanzitutto una immensa finestra sul mondo, nei primi anni, quando si usava la mail e il web 1.0: ricerche di informazioni (da filtrare opportunamente). Il mondo del web 2.0 in realtà mi ha spalancato portoni sul mondo della condivisione: quanta ricchezza, quante conoscenze individuali condivise.
Di ogni strumento bisogna saper cogliere il meglio; certamente quando i miei figli saranno adolescenti e utenti della rete cercherò di metterli in guardia e adotterò le strategie più adeguate per renderli responsabili, ma così come cercherò di metterli in guardia dalle insidie del mondo.

Thursday, December 30, 2010

Astro Paolo, Beppe Severgnini e l'immigrata digitale

Non solo per motivi anagrafici non sono ahimè una nativa digitale, ma penso che un altro elemento contraddistingua la mia natura di immigrato digitale: la continua e quasi ingenua capacità di entusiasmarmi e stupirmi. Quando spedii la prima mail (nel 1994) ad un mio amico negli USA rimasi sconvolta dalla sensazione di vicinanza. Nonostante il modem lentissimo e gracchiante, quella mail mi diede un'emozione quasi estatica che non dimenticherò mai. La distanza era annullata, lo spazio non esisteva più, non dovevo più attendere giorni per avere una risposta. Forse la mia sorpresa è paragonabile a quella di coloro i quali usarono il telefono per la prima volta o videro la televisione. La vicinanza, l'immediatezza, la "presenza" (parlava Steuer nel 1992 di telepresenza) sono gli aspetti salienti della rivoluzione informatica. E, da parte mia, la continua sorpresa per come ogni elemento di innovazione introdotto nella comunicazione informatica renda sempre più percettibile la vicinanza, la forza della comunicazione.
I sei gradi di separazione sono annullati, grazie a Twitter, posso interagire direttamente con Beppe Severgnini, ottenere una risposta immediata da parte sua.
Calabria and Sicily at night
Questa foto è tratta dal link su flickr dei tweet di Paolo Nespoli, grazie a lui siamo nello spazio anche noi.

Ma una nuova frontiera, almeno per me, immigrata digitale, è stata superata ieri: ho aggiunto un follow su twitter: ora seguo astro_paolo, l'astronauta italiano per ora in orbita e ho scoperto che manda aggiornamenti e foto dal cosmo. Ebbene si sono stupita, anche questa distanza è stata colmata, sono in contatto diretto con lo spazio e sono molto emozionata.

Monday, December 27, 2010

Sei stato taggato


Ancora affezionato alla vecchia cara mail? Desueta, vecchia, è storia. Sembra che ormai l'email serva solo per ricevere pubblicità, newsletter, ma soprattutto per sapere se hai ricevuto commenti sulla tua pagina di facebook. Il social network impazza e gli auguri non si scambiano più nè via sms, nè via email. L'augurio più trendy? Il tag su una foto, un'immagine e qualcuno che ti ricorda nei suoi pensieri. Impersonale? Forse, Divertente? di sicuro, efficace? In fondo i social network, e in particolare mi riferisco a facebook valgono molto più di una telefonata, permettono di seguire i pensieri, talvolta le vicende personali, di amici (quando ovviamente si ha una ristretta cerchia di amici e non si fa un uso bulimico del mezzo) e si è loro più vicini di quanto una mail riepilogativa possa rappresentare. Far parte della vita di un amico, che non vedi da tanto, ma con cui, magari, hai condiviso dei bei momenti è remunerativo dal punto di vista sociale. il mezzo non è freddo e asettico, è la comunità di sentimenti che continua a perpetrarsi attraverso un mezzo di comunicazione. Ecco perchè il tag sulla foto non è sbrigativo o freddo, a mio parere comunica vicinanza, affetto, continuità. Quest'anno ho taggato i miei amici.

Thursday, November 25, 2010

An online advert goes viral and it's a success!!


Uno spot girato in autonomia senza un committente, la scommessa di un gruppo di autori, un post su Vimeo, un milione di click in pochi giorni e il successo è assicurato. Da una intervista al Corriere si legge anche che lo spot sottoposto a competenti figure del settore pubblicitario era stato stroncato. Questo la dice lunga su quanto i pubblicitari conoscano il loro pubblico di riferimento, o forse ne sottovalutino l'intelligenza, la sensibilità e le aspettative.
C'è di che riflettere. O forse siamo anestetizzati in un mondo replicato a misura di vecchi tromboni.
Solo il coraggio e l'intraprendenza premiano. E' bene ricordarselo e non fermarsi davanti ai primi ostacoli. Hanno ragione a Wired: Bando allo stretto, banda larga per tutti !


Perché tu mi piaci. from CRIC on Vimeo.

Monday, November 22, 2010

Sunday, October 17, 2010

#whyiblog -

Here's an interesting tendency in twitter. Contz invites to post a twitter to explain #whyiblog.
I could either stay within the 140 types or be more explicit.
So here are my reasons:
I blog:
- as a matter of curiosity towards the latest web tendencies
- to test my ICT skills,
- to keep up with the news
- to express my point of view and opinion on topics
- to keep track of my thoughts and experiences
- to stay in touch with my friends
- to retweet and "spread the news"

Wednesday, September 29, 2010

Curiosità blog e social network


Si, la curiosità contraddistingue il mio interesse per le tecnologie. Sto online non per chattare, nè per postare su facebook (il link non è a fb) ma per imparare, per capire la realtà, forse virtuale, forse più reale di quanto immaginiamo, in cui viviamo quotidianamente.
Trovo interessante capire i meccanismi che governano le connessioni fra i vari social network e non nascondo di avere spesso delle difficoltà a capire come funzionino (ad esempio twitter... è ancora un piccolo mistero).
Sono convinta che un utilizzo mirato e consapevole dei social network possa contribuire a creare condivisione, arricchimento e in fondo la conoscenza condivisa può rappresentare un motore di crescita collettiva.
Un dubbio mi attanaglia: il tempo. Postare foto online, arricchire i propri profili, leggere gli altri blog e le news e condividerle, scrivere un blog, tenerlo aggiornato: trattasi di attività che richiedono tempo e un pizzico di dedizione.
Beh continuerò a lavorarci e a pensarci su e per quanto riguarda l'argomento tecnologie continuerò a considerare questo blog una palestra per esperimenti e un luogo di condivisione

Tuesday, September 28, 2010

Usando app per blogging

Noooooooo tutto il post cancellato. Ok si ricomincia con calma
In sintesi: sperimento l'iPhone ed è un gioiellino pur con i sopracitati difetti ( vedi post precedenti)
App che sto sperimentando per postare su blogger:
Blogbooster freeware
BlogBooster-The most productive way for mobile blogging. BlogBooster is a multi-service blog editor for iPhone, Android, WebOs and your desktop

Monday, June 14, 2010

one step at a time: Web 1.0

I won't forget the typical sound and analogic modem used to make when I used to connect. . It's web archeology. I can't even think now of switching my notebook without switching the adsl connection -going wireless is the natural condition nowadays.
I started to use the Internet for emails and to look for information. Since I discovered it I have been happier, more independent. Whenever I had been looking for an answer there it was, and not simply one but a whole world of answers, quality answers and helpful. Static websites, hypertexts, jakob Nielsen and his usability heuristics and website design: that was the first revolution. That "era" is now known as web 1.0. And Usability is still an issue.

Saturday, June 12, 2010

Hello there: I AM HERE


Here's what is happening. I'm no digital-native but I'm struggling with this fascinating world to find my digital identity. And something is actually on the move these days. After subscribing to twitter and friendfeed, I changed my initial identity here on my blog webpage. From shrinkingpat, and the shrinking is actually going on, to trinitypat.
Here's a little story about my nickname. I was given it from some fellowstudents back in 2003. The Matrix had already become a cult amidst the web passionates and Matrix reloaded was released in 2003. I felt rather flattered to be addressed with such a nick. Must be honest: never really got how teasing it could be. But I really loved it. I clearly had nothing like her Trinity, but I would love to be like her, maybe some hidden potentiality? So. I thought: the hell why not ! I like it !
Hence here I am. During these years Trinity had been always wafting, floating in some remote place. Then one day this mug showed up again. Was it a sign? So I've been synchronising almost all my accounts on the web 2.0: friendfeed (just logged in today, still don't know it works), twitter, tumblr) I also have an account on flickr, and one on de.li. and on facebook and on gmail...
So let's go back to where I started: I'm no digital native - hence I'm slowly learning how to use these tools, synchronise 'em and most of all get to a place where I'll understand how I can contribute meaningfully to the pulsing breathe of the web.
hello there HERE I AM !!!!

Thursday, April 29, 2010

Following a follower


This afternoon I spent a pleasing hour listening to an online conference from the course I am currently following. I am so fascinated by all the potentialities that Web 2.0 offers, I still sometimes wonder why some tools are so successful, but no doubt they are intriguing. Nowadays we're often hearing people talking about our ecological footprint, but undoubtedly there's also a web footprint that tells us what we are doing.
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