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Monday, December 12, 2011

Attività prenatalizie

Davvero non so se si diverta più la mamma o il figlio. Però la preparazione natalizia ferve. C'ho da una settimana gli scatoloni fermi: trasportati dalla soffitta al salone (un trasloco). Non prendono vita, non si animano e il #quasi5enne con unico interesse di scrivere letterine a Babbo Natale (Santa Claus o Father Christmas... come dice lui e vuole scrivere, mettendo in crisi la nonna!) è impegnatissimo a replicare all'infinito la sua lista di desiderata - che poi vuole pupazzetti e animaletti, fa quasi tenerezza, visto che non vede pubblicità ed è un tenerissimo gnoccolo!
La mamma allora, grazie alle ispirazioni di Maestra Mette, al periodo di crisi (che sì, alla crisi ci penso), al pericolo costituito quest'anno da #sweetpea gattonante, alla crisi di rigetto verso il consumismo, al desiderio di utilizzare le mani non solo per estrarre il portafoglio ed acquistare compulsivamente l'ennesimo inutile e anonimo addobbo, al desiderio di far trascorrere qualche pomeriggio in attività manuali al #quasi5enne - insomma a tanti di quei pensieri che affollano la mia già ingolfata mente - la mamma, dicevo, ha pensato a qualche simpatico lavoretto manuale per addobbare l'albero, e non solo.

L'altro giorno all'ikea ho visto un addobbo facilissimo da fare: una colombina natalizia, che di pace c'è sempre bisogno. Basta ritagliare un cartoncino con la forma desiderata (e il colore o più sfumature di colori), io ho preferito il bianco.... forse la spruzzerò d'argento. Poi praticare un foro in mezzo e ritagliare la metà di un foglio A4 e pieghettarlo. Ed ecco il risultato. Certo l'occhietto era un pochino triste e anche il beccuccio all'ingiù, ma era solo un prototipo i prossimi saranno più allegri, ma i tempi sono questi, anche le colombine della pace hanno i loro pensieri :-)








Invece dall'ispirazione di Maestra Mette (lei lo ha fatto bianco) questo meraviglioso addobbo. Bisogna arrotolare attorno ad un giornale tanti giri da un gomitolo di lana. Prima si è preparato un cerchio (io l'ho realizzato in cartoncino). I fili ricavati si legano intorno (potrebbero anche essere i capelli di qualche pupazzo un po' pippicalzelunghesco) e a lavoro finito ecco il nostro sciccosissimo addobbo (forse quest'anno in onore dell'unità d'Italia li faremo bianchi, rossi e verdi!
Vedremo cosa verrà fuori nei prossimi giorni




Tuesday, June 21, 2011

I pomeriggi ai giardinetti- ore di ordinaria follia.

Come trovare un compagnetto al quattrenne?
Insomma, sembra davvero un'ardua impresa. Puntata la madre all'asilo e saggiata l'affinità si propone l'uscita al parco, uscita che regolarmente si trasforma in un incubo.
Partiamo: passeggino, monopattino, borsa con acqua e cibarie buone a sfamare un esercito, la palla al seguito. Insomma il passeggino sembra più uno di quei carrelli che i senza tetto portano con se. Durante la strada cominciano le richieste: "mamma ho sete", di solito la richiesta avviene mentre si attraversa un'arteria pericolosa e insistentemente il quattrenne pretende che la richiesta sia evasa allo schiocco delle dita (Mary Poppins docet)  "ok". Ci fermiamo e ci dissetiamo. Si riparte. "Mamma ho fame".
Cominciano le trattative: "hai già fatto merenda, non possiamo fermarci, ci aspetta il compagnetto" "ma io ho fame", "non hai fame, sei annoiato, andiamo".
E per strada le litanie: "non ti appendere al passeggino", "non urlare che svegli il fratellino", " non camminare con il monopattino davanti al passeggino che intralci la strada"

Nonostante il frastuono del traffico il quattrenne punta tutto e ogni singola foglia diventa argomento di conversazione (bene è curioso)
"Mamma, guarda" (sosta)
"che c'è, tesoro?" (diciamo che si capisce da quanto tempo la mamma è uscita da casa dal tono che sottolinea il "tesoro", se è stizzito è uscita da almeno 20 minuti e non riesce ad arrivare al parco!) "guarda, la palma è morta"
"si, è morta"
"e si è fatta male?"
 "no, non ha sofferto"
" e perchè è morta?"
 "per via del punteruolo rosso"
"del ?poppatoio? rosso?"
 "nooo, p-u-n-t-e-r-u-o-l-o è un insetto"
" e che insetto è"
"poi te lo dico, andiamo, insomma è un insetto che mangia le piante"
 " e perchè-e?"

Finalmente arriviamo, e tu, ingenuamente pensi di potere avere una conversazione adulta e invece NO. I bimbi litigano, i bimbi piangono, i bimbi si arrabbiano. E certe volte devi intervenire, certe altre devi lasciar correre, ma se la mamma che hai prescelto è un'ansiosa interventista è la fine.
Non so come mi sono trovata due pomeriggi di fila con madri deliziose, ma un pochino ansiose e con rispettivi figli: il prepotente viziato e isterico (la sua palla fa schifo, non voglio giocare con lui, voglio andare alle giostre, non voglio andare a casa), e l'introverso piagnone (dai vai a giocare, non startene sulla panchina....voglio andare alle giostre, non voglio andare sul monopattino, uahhhh voglio la mamma - la mamma è appiccicata-).
Beh il vantaggio di ciò è che tuo figlio, che fino a quell'istante avresti voluto strozzare improvvisamente assurge al rango di figlio-quasi-perfetto: non piange, gioca e ride, cerca di coinvolgere gli altri, non fa richieste di giostrine, accetta con spirito i no della mamma.
Che tesoro....



Ah, e .. il contenuto del passeggino? Si.... me ne ero quasi dimenticata, quell'angioletto che dorme che quasi me ne dimentico. Siii, lui aprirà gli occhi e la bocca nell'attimo in cui sarà varcata la soglia di casa. Nguè, nguè nguè. E dopo aver tirato un respiro di sollievo.... beh, io risalgo sulla giostra.
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