Monday, January 23, 2012

L'altra faccia del movimento dei forconi. Zero creatività.

Siamo dipendenti ed interdipendenti.
quando viaggio in scooter penso e stamattina mi saltavano agli  occhi le residue code alle pompe di benzina. Dopo le scene di panico viste sabato e domenica -file interminabili, risse e nervosismi, ma anche, data la fila, lo spunto per aggregarsi e condividere - l'atmosfera il lunedì mattina era quasi normale.
Ma cose c'è di normale in tutto quello che è successo?
Gli agricoltori e i trasportatori hanno fatto fronte comune e hanno bloccato per parecchi giorni l'approvvigionamento dei benzinai e dei supermercati. Molte persone, come colte da una follia collettiva, hanno reagito come se si fosse in tempi di guerra e hanno saccheggiato i supermercati assicurandosi scorte che serviranno loro fino alla fine del mondo, profetizzata dai Maya in dicembre.
Altri hanno riempito i bagagliai delle loro macchine di litri e litri di benzina, peraltro in bidoni di plastica altamente infiammabili e dunque pericolosi.
Ovunque le persone sembravano allarmate, il traffico è miracolosamente diminuito (quindi tutta sta gente che se ne va in giro per le strade può ben starsene a casa per qualche giorno e rendere la città più vivibile).
Gli autobus erano molto più pieni e molte persone hanno ritrovato il piacere di camminare a piedi o si sono viste costrette ad usare la bici. I più gongolanti erano tutti coloro dotati di bici o motorini o auto elettriche. Si aggiravano per le strade con un procedere soddisfatto che trasudava da ogni poro. E in effetti...
Io mi sarei aspettata reazioni molto più creative del tipo:

- andiamo tutti ad acquistare cibi a km zero (e quindi indirettamente supportare la protesta)
- usiamo pannolini in stoffa (e quindi indirettamente protestiamo contro la sporcizia)
- andiamo tutti a piedi o in bici (e quindi indirettamente chiediamo a gran voce politiche più ecologiste)
- facciamo la pasta madre e ci prepariamo il pane in casa (e quindi indirettamente protestiamo contro la grande distribuzione che impone prezzi e prodotti)

non per boicottare la protesta, ma per spalleggiarla, piuttosto, per incoraggiare chi protestava ad andare avanti, senza timore di indebolire la forza della protesta, che pure avrebbe dovuto garantire il "minimo" (a mio avviso ad esempio benzina per ambulanze, trasporti per dializzati....)

Ma ormai siamo dipendenti e dipendiamo dal mercato, dipendiamo e in questo senso nel modo più deteriore, dall'andamento del mercato, abbiamo perso la capacità di arrangiarci e siamo inclini al catastrofismo.
Il movimento degli agricoltori è nato con questo obiettivo, quello di scardinare l'interdipendenza, di rivendicare il possesso reale della terra e dei suoi prodotti. Ma le strumentalizzazioni sono sempre inevitabilmente dietro l'angolo e la forza del movimento a poco a poco si esaurirà dietro le pressioni e le richieste locali e gli interessi personali. Si accontenteranno di pochi "spiccioli" di poche concessioni questi protestanti e continueranno a coltivare il proprio malcontento.  
Fonte http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9739

Un'ultima considerazione a margine: "movimento dei forconi"?!
Forcone è accrescitivo di "forca"
Forcone è  una grossa forca usata per raccogliere il letame.
Ma insomma, nell'era della comunicazione globale dei movimenti 2.0 è emblematico che i siciliani che abbiano iniziato questa protesta abbiano scelto questo che suona come uno slogan ottocentesco, una protesta borbonica. L'immagine dei forconi mi fa pensare ai contadini armati di forca, con la coppola in testa in mezzo a campi biondeggianti di grano.
La mia posizione riguarda la reazione della gente alla protesta. E come al solito sgomenta constato la reazione dei media, che in un modo o nell'altro manipolano o censurano l'informazione, e tutto fanno tranne che giornalismo: cioè informazione pura partendo dai fatti, cercando di informare.

Qui alcuni link sui quali qualche parere e riflessione sul movimento

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9739
http://www.articolotre.com/2012/01/movimento-dei-forconi-un-altro-punto-di-vista/58501
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/15/crisi-dalla-sicilia-parte-protestadel-movimento-forconi/184027/
http://www.mammadifretta.com/2012/01/forconi-e-bandiere.html

Monday, December 12, 2011

Pasta di zucchero per Benedetta

Continua l'avventura pasticciona. Dopo i primi due tentativi (compleanno marito, onomastico #quasi5enne) ecco la terza occasione: il compleanno della figlia di un'amica. Una piccola cucciola di un anno. E allora le ho dedicato una torta.
Sto imparando che la progettazione di queste torte è molto importante. Ma le idee si scontrano con l'imperizia. All'inizio avevo pensato di realizzare una torta con la Pimpa (la mia fissazione), ma ahimè quando ho cominciato a realizzare la pasta rossa mi sono dovuta arrendere alla realtà: il rosso restava fucsia intenso e crepava. Quindi ho abbandonato, almeno per ora, l'idea della Pimpa.
La pasta di zucchero, che si è comportata benissimo come copertura, ha invece cominciato a crepare e disfarsi una volta colorata. Poi il poco tempo e i bimbi intorno.... insomma hanno fatto il resto.

Ecco i diversi step:
Ho preparato la pasta di zucchero, con il miele (non il glucosio) e un pizzico di burro. Ottima consistenza e sapore.

bagna al mandarino (ok)

Panna montata per la copertura

pan di spagna con nove uova senza lievito (delicatissimo)

ganache al cioccolato bianco come ripieno

panna per fare da collante fra torta e pdz


Per quanto riguarda la decorazione..... beh, ecco, il mio terrore è rappresentato proprio dal colorare.
Ed ecco il risultato. Ho capito solo dopo che è una caratteristica del rosso quella di creparsi, è insomma un colore difficile da lavorare (ho usato il colore in polvere....)


Comunque, nonostante la miriade di imperfezioni la torta è piaciuta, era abbastanza semplice. 

Attività prenatalizie

Davvero non so se si diverta più la mamma o il figlio. Però la preparazione natalizia ferve. C'ho da una settimana gli scatoloni fermi: trasportati dalla soffitta al salone (un trasloco). Non prendono vita, non si animano e il #quasi5enne con unico interesse di scrivere letterine a Babbo Natale (Santa Claus o Father Christmas... come dice lui e vuole scrivere, mettendo in crisi la nonna!) è impegnatissimo a replicare all'infinito la sua lista di desiderata - che poi vuole pupazzetti e animaletti, fa quasi tenerezza, visto che non vede pubblicità ed è un tenerissimo gnoccolo!
La mamma allora, grazie alle ispirazioni di Maestra Mette, al periodo di crisi (che sì, alla crisi ci penso), al pericolo costituito quest'anno da #sweetpea gattonante, alla crisi di rigetto verso il consumismo, al desiderio di utilizzare le mani non solo per estrarre il portafoglio ed acquistare compulsivamente l'ennesimo inutile e anonimo addobbo, al desiderio di far trascorrere qualche pomeriggio in attività manuali al #quasi5enne - insomma a tanti di quei pensieri che affollano la mia già ingolfata mente - la mamma, dicevo, ha pensato a qualche simpatico lavoretto manuale per addobbare l'albero, e non solo.

L'altro giorno all'ikea ho visto un addobbo facilissimo da fare: una colombina natalizia, che di pace c'è sempre bisogno. Basta ritagliare un cartoncino con la forma desiderata (e il colore o più sfumature di colori), io ho preferito il bianco.... forse la spruzzerò d'argento. Poi praticare un foro in mezzo e ritagliare la metà di un foglio A4 e pieghettarlo. Ed ecco il risultato. Certo l'occhietto era un pochino triste e anche il beccuccio all'ingiù, ma era solo un prototipo i prossimi saranno più allegri, ma i tempi sono questi, anche le colombine della pace hanno i loro pensieri :-)








Invece dall'ispirazione di Maestra Mette (lei lo ha fatto bianco) questo meraviglioso addobbo. Bisogna arrotolare attorno ad un giornale tanti giri da un gomitolo di lana. Prima si è preparato un cerchio (io l'ho realizzato in cartoncino). I fili ricavati si legano intorno (potrebbero anche essere i capelli di qualche pupazzo un po' pippicalzelunghesco) e a lavoro finito ecco il nostro sciccosissimo addobbo (forse quest'anno in onore dell'unità d'Italia li faremo bianchi, rossi e verdi!
Vedremo cosa verrà fuori nei prossimi giorni




Monday, November 28, 2011

Ma perchè 'sto blog non si autoaggiorna? Ovvero della mancanza di sonno

La mia vita digitale langue, la vita offline mi richiede un sacco di energie. di tanto in tanto passo dai miei blog, con la speranza di trovarci qualche aggiornamento, ma nulla, davvero incredibile, si comportano come il disordine in casa: resta lì immobile, quasi dispettoso a ricordarti che lui c'è e se non lo togli tu continuerà a starsene immutato e a guardarti.
Non so com'é c'ho il senso di colpa! BlogBooster-The most productive way for mobile blogging. BlogBooster is a multi-service blog editor for iPhone, Android, WebOs and your desktop

Thursday, November 17, 2011

#casascalzi ovvero life on a roller coaster hashtagged

Comincia la saga di #casascalzi. Perché in fondo cos'è la vita in famiglia con tre maschi se non un giro continuo sulle montagne russe?
I protagonisti sono: il #quasi5enne, perenne entusiasta, sempre su di giri in ogni circostanza, mi ricorda una specie di tornado e quando è calmo un piccolo tornado.

Il piccolino, detto #sweetPea, perché come il pisellino di Popeye gattona da quando aveva sei mesi, trascinando una gambetta e puntando con l'altra. Le sue passioni sono: le foglie del potus (appese all'erbale), le bottiglie di plastica vuote, i cucchiaini e fare i "pit-stop" (una ciucciatina e via).
Le figure critiche sono: il #maritoeuropeo praticamente perfetto che é permaloso in maniera sorprendente. La sua suddetta perfezione è incrinata da questa crepa nel suo carattere: non sopporta il sarcasmo della scrivente, nonché sua socia in questo luna park.
E andiamo alla sottoscritta in perenne bilico ormonale, per niente incline alla mediazione, ma costretta ad imparare la difficile arte della diplomazia in ogni istante della sua esistenza. E questo la snerva più di ogni altro tentativo di sopravvivenza. In quanto donna ha ereditato il dovere di sorridere, lavorare, mettere in ordine, ....
Questo post è stato scritto alle otto del mattino fra lo sguardo giudicante del marito europeo le richieste del quasi5enne e le puppate di sweet pea.
Benedetto aifon
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