Thursday, November 25, 2010

Per ripartire in Italia

Posso dire la mia? Questo è il mio blog e in teoria potrei farci quello che voglio.
Se le cose continuano così dobbiamo prendere il coraggio a quattro mani ed andare via dall'Italia.
Si perchè non ne posso più di ascoltare telegiornali e vedere sempre le stesse facce delle stesse persone che dicono sempre le stesse cose. Amplio il concetto: gli stessi politici da anni immemori, ergo classe politica ingessata; studi e salotti televisivi compiacenti che accolgono i soliti politici che urlano e litigano e poi, sarà pure un luogo comune caro Fazio, ma la sensazione è proprio quella, che alla fine finisca tutto a tarallucci e vino; gli stessi concetti triti e ritriti: per il bene del paese, per noi, per la società. Ma alla fine sembra tutto stantio e immobile e in putrescenza, come la spazzatura che piano piano sta sommergendo tutto. Io sono stanca di sentire parlare i politici, non ho più fiducia nella classe politica e desidererei fatti concreti.

Mi ha stupita la reazione di Bondi che ha minimizzato l'assunzione del figlio della compagna, la consulenza all'ex marito della compagna. Per non parlare della faccia di bronzo di Alemanno che nega l'evidenza dicendo di non conoscere la figlia del proprio caposcorta (per poi essere sbugiardato da una foto che testimonia la sua presenza al matrimonio della ragazza). Non sono comunque i vari scandaletti, ormai Gian Antonio Stella e Rizzo e Travaglio ci hanno abbondantemente informati di come vanno le cose nella Casta. Non è lo scandalo del post-terremoto all'Aquila, nè i disastri dei vari territori a rischio idrogeologico, forse il fastidio più grande è l'arroccamento al potere. La gestione del potere, l'ebbrezza per il potere che fa sentire onnipotenti e onnipresenti e presuntuosamente sfacciati.

Secondo me sono i seguenti i punti dai quali ripartire per salvare questa povera Italia, tutta intera e unica che va sempre più a fondo.

- partire dall'istruzione: fondi per rendere vivibili e garantire l'eccellenza ad ogni livello di istruzione, l'accesso e la meritocrazia. No fondi pubblici alle scuole private, che trovino da sole i fondi per creare l'eccellenza;
- etica: senza una profonda coscienza del bisogno di moralità, rispetto della parola data, rispetto per ciò che ci circonda, rispetto per il prossimo non è possibile ripartire. La diffusione dell'etica presuppone onestà nei rapporti umani, crescita comune circondandosi di valori fondanti per una società;
- ricambio politico: io desidero che si ritorni alle origini, quando i parlamentari non erano una casta, non avevano stipendi e privilegi pantagruelici, quando andavano a sedere sugli scranni della Repubblica perchè rappresentavano realmente le persone e credevano in ciò che facevano. Quindi innanzitutto abolizione di tutti i privilegi per i parlamentari, aerei, telefoni, cinemi, buvette, aerei privati, macchine, scorte, pensioni a vita, vitalizi e quant'altro. Lo stipendio del parlamentare durante la legislatura dovrà coprire alcune spese vive dettagliate e documentate, ecceduto il budget previsto, il parlamentare ci rimetterà di tasca propria, dovrà dimostrare di sapere gestire il patrimonio affidatogli come un buon padre di famiglia. E soprattutto il mestiere di politico non deve più esistere: ogni mandato potrà durare al massimo due legislature, dopo di che si dovrà tornare al proprio lavoro;
- la strada per il futuro: le politiche di programmazione non devono contenere la parola emergenza, ma devono essere impostate su un ampio respiro, capire in quale direzione va il mondo, essere liberali e lungimiranti, richiedere equità per tutti, pretendere che il pagamento delle tasse sia ragionevole a tutti i livelli, per potere investire in politiche che riguardano l'istruzione, la sanità, il sostegno alle famiglie (di fatto e non), investire nella creazione di nuovi posti di lavoro credendo nelle potenzialità della tecnologia, investire nel lavoro delle donne, nella flessibilità lavorativa.

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